Le stime della società di consulenza Deloitte. Le agevolazioni transitorie concesse alle aziende spiegano in parte le minori entrate

La Svizzera dovrebbe incassare molto meno del previsto nel 2024 dalle grandi imprese assoggettate alla tassa minima dell’Ocse. Secondo un’analisi della società di consulenza Deloitte, nel migliore dei casi i proventi della tassa ammonteranno a un quinto dell’importo previsto dal Consiglio federale.
L’imposta minima Ocse garantisce che i grandi gruppi attivi a livello internazionale con un fatturato annuo di almeno 750 milioni di euro per Paese paghino almeno il 15% di tasse sui loro utili. L’imposta integrativa per compensare la differenza tra l’aliquota fiscale effettiva e l’aliquota fiscale minima del 15% viene applicata dal 1° gennaio 2024.
Le aspettative erano elevate. Il Consiglio federale aveva previsto entrate supplementari per 1-2,5 miliardi di franchi per i primi anni. Ora però sembra che le entrate saranno molto più basse.
Deloitte ha cercato di fare una stima sulla base dell’analisi dei 50 maggiori gruppi rappresentati negli indici di borsa Smi e Smim. “Riteniamo che i gruppi analizzati pagheranno circa 243 milioni di tasse minime Ocse”, dichiara Thomas Hug, autore dello studio. Poiché una parte del gettito confluisce all’estero, la società stima che meno di 200 milioni di franchi finiranno effettivamente in Svizzera per il 2024, ossia l’8-20% del gettito fiscale previsto. “È meno del gettito dell’imposta sugli alcolici o della vignetta autostradale”, osserva Hug.
Colpisce il fatto che più di tre quarti dei proventi totali provengano da un unico gruppo, il gigante farmaceutico Roche con sede a Basilea. La maggior parte dell’imposta integrativa è pagata dalle aziende del settore farmaceutico (80%). Il resto proviene soprattutto dai settori finanziario (10%) e delle tecnologie mediche (6%).
Secondo Hug, solo un terzo delle società analizzate dovrà pagare un’imposta integrativa per il 2024. L’esperto lo attribuisce, tra le altre cose, alle norme transitorie (‘safe harbour rules’). “L’Ocse si è resa conto che le regole sono molto complesse e sta quindi fornendo agevolazioni alle aziende che soddisfano determinati requisiti”, spiega Hug.
Secondo Deloitte, molte aziende beneficiano di questo regime transitorio o hanno sede in Paesi in cui l’aliquota fiscale è già superiore al 15%. Inoltre, la Svizzera potrà tassare le filiali dei gruppi elvetici all’estero solo a partire da quest’anno. Poiché la norma transitoria è temporanea, per facilitare la fase di introduzione, il gettito dell’imposta integrativa potrebbe aumentare dopo il 2026.