dichiarazione dei redditi

Il governo punta sull’imposizione individuale

Respinta senza controprogetto l’iniziativa del Centro per eliminare la discriminazione fiscale delle coppie sposate

Dichiarazione d’imposta online
(Keystone)

L'iniziativa popolare del Centro volta a eliminare la discriminazione fiscale delle coppie sposate, denunciata dal Tribunale federale quarant'anni fa, va respinta. Lo sostiene il Consiglio federale, che preferisce risolvere il problema passando all'imposizione individuale. Dossier peraltro già nelle mani del Parlamento.

La proposta di modifica costituzionale, che concerne soltanto l'imposta federale diretta, prevede esplicitamente il cumulo dei redditi dei coniugi nella dichiarazione d'imposta. Ciò esclude il passaggio all'imposizione individuale. L'iniziativa – denominata "Sì a imposte federali eque anche per i coniugi - Basta con la discriminazione del matrimonio!" – domanda anche che i coniugi non siano svantaggiati dal punto di vista fiscale rispetto alle persone non sposate.

L'attuazione concreta spetterebbe al Parlamento, i possibili modelli dell'imposizione congiunta comprendono varie forme di splitting e il cosiddetto calcolo fiscale alternativo. Quest'ultimo modello verrebbe applicato nella fase transitoria, se tre anni dopo l'accettazione dell'iniziativa le disposizioni d'attuazione non fossero ancora pronte.

Concretamente, per i coniugi, oltre all'imposizione congiunta prevista dal diritto attualmente in vigore, verrebbe effettuato un calcolo fiscale alternativo sulla base delle tariffe vigenti e delle deduzioni per le persone non sposate. I coniugi dovrebbero pagare l'ammontare più basso.

Obiettivi giusti, metodo sbagliato

Per il Consiglio federale gli obiettivi degli iniziativisti sono condivisibili. L'iniziativa va tuttavia respinta, e un controprogetto non è previsto. Il testo, se approvato, limiterebbe infatti "inutilmente" il margine di manovra. La scelta del modello di imposizione per l'esecutivo deve essere lasciata al legislatore.

Quest'ultimo ha del resto esplicitamente chiesto al Consiglio federale di preparare una modifica di legge per passare all'introduzione dell'imposizione individuale dei coniugi. Tale disegno funge anche da controprogetto indiretto all'iniziativa popolare delle Donne PLR "Per un'imposizione individuale a prescindere dallo stato civile (Iniziativa per imposte eque)". Quest'ultima proposta di modifica costituzionale e quella del Centro sono in contrasto tra di loro.

Riforma appesa a un filo

Come detto, il dossier sull'imposizione individuale è già nelle mani del Parlamento. Dopo un primo sì del Consiglio nazionale lo scorso settembre, gli Stati hanno iniziato la settimana scorsa a esaminarlo. Le principali decisioni in materia sono attese per lunedì. La riforma è però appesa a un filo: l'entrata in materia è stata votata con un solo voto di scarto.

Tornando all'iniziativa del Centro, il Consiglio federale rileva che essa contiene anche un altro difetto: a differenza dell'imposizione individuale non garantisce la neutralità rispetto allo stato civile. Con lo splitting la situazione delle persone non sposate potrebbe peggiorare. Con il calcolo fiscale alternativo ci sarebbe una disparità di imposizione tra coniugi con reddito unico e quelli con doppio reddito.

Il Governo fa poi notare che con l'imposizione individuale gli incentivi all'occupazione sarebbero maggiori, a tutto vantaggio della parità tra donna e uomo. Non da ultimo, la proposta del Centro ha anche ripercussioni sulle entrate, anche se i mancati introiti dipenderebbero dal modello scelto. Con il calcolo fiscale alternativo si stima un minor gettito per 700 milioni (1,4 miliardi di franchi all'anno).

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