Svizzera

Uccisione di Nzoy, è stata legittima difesa

Per la Procura vodese, l'agente che nel 2021 ha sparato al 37enne armato di coltello alla stazione di Morges si trovava di fronte a una situazione grave

Una manifestazione nel 2023 in occasione dell’anniversario della morte del 37enne
(Keystone)
26 novembre 2024
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Il poliziotto che ha sparato il colpo fatale all’origine della morte di Nzoy, un 37enne zurighese di pelle scura che alla stazione di Morges (canton Vaud) aveva minacciato gli agenti con un coltello, secondo il Ministero pubblico vodese ha agito per legittima difesa. Inoltre né il poliziotto né i suoi tre colleghi possono essere accusati di omissione di soccorso. Martedì, al termine dell’inchiesta iniziata il giorno del decesso di Nzoy il 30 agosto 2021, la Procura vodese ha emesso un decreto di abbandono del caso e di non luogo a procedere.

Il Ministero pubblico ha ritenuto che l’agente si trovasse di fronte a una situazione grave e che abbia agito in conformità alla pratica professionale e al principio di proporzionalità. Il rapporto dell’autopsia rileva che le ferite causate dal terzo colpo sono state “necessariamente mortali a brevissimo termine”, spiegando così le ragioni del decesso. Per questi motivi, il Ministero pubblico ritiene che non vi sia stata omissione di soccorso. Inizialmente la polizia aveva dichiarato di averlo soccorso immediatamente; aveva poi cambiato versione, spiegando che il primo atto di rianimazione era stato effettuato da un infermiere presente sui luoghi, circa 4 minuti dopo l’ultimo sparo. La decisione, notificata ieri alle parti, può essere impugnata entro 10 giorni presso la Camera dei ricorsi penali del Tribunale cantonale.

In seguito a questa morte e a quella di tre uomini neri tra il 2016 e il 2018 nel canton Vaud, diverse manifestazioni e raduni hanno denunciato il razzismo e la violenza della polizia.

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