Svizzera

Trecento milioni per la protezione delle frontiere esterne

Per contro la Confederazione riceverà risorse finanziarie pari a circa 50 milioni di franchi, utilizzati per implementare i sistemi d'informazione Ue

La ramina
(Ti-Press)
17 luglio 2024
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Dall'inizio di agosto, la Svizzera intende contribuire con 300 milioni di franchi, distribuiti su sette anni, per una maggiore protezione delle frontiere esterne di Schengen, impedendo così le entrate illegali.

È quanto indica in una nota la Segreteria di Stato della migrazione, rammentando che la partecipazione della Confederazione allo strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti segue al contributo elvetico del Fondo per la sicurezza interna, cui la Svizzera ha aderito nel 2018 fino alla sua scadenza a fine 2020. Fondo, il primo, che sarà attivo fino al 2027 permettendo di sostenere finanziariamente gli Stati membri di Schengen che, a causa dell'estensione delle loro frontiere terrestri e/o marittime o della presenza sul loro territorio di importanti aeroporti internazionali, sono chiamati ad assumersi costi elevati per garantire la protezione delle frontiere esterne.

La dotazione finanziaria ammonta a 6,241 miliardi di euro, esclusi i contributi degli Stati associati a Schengen come la Svizzera. La Confederazione, che contribuisce con 300 milioni di franchi, riceverà risorse finanziarie pari presumibilmente a circa 50 milioni di franchi, che saranno utilizzati soprattutto per implementare i nuovi sistemi d'informazione dell'Ue (Sistema di ingressi e uscite, Sistema europeo d'informazione e autorizzazione ai viaggi) e potenziare l'interconnessione tra i sistemi informatici esistenti (Sistema d'informazione Schengen, Sistema d'informazione sui visti Schengen). Inoltre una parte di questa somma sarà destinata all'ampliamento dell'infrastruttura per i controlli di frontiera all'aeroporto di Zurigo.