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Burkart & co. per un ritorno della scuola alle origini

Le relazioni con l’Unione europea (Ue), improntate alla stabilità, il futuro della scuola dell’obbligo, con un ritorno alla sua missione originaria, e la neutralità della Svizzera. Sono alcuni dei temi affrontati sabato dai delegati del Plr, riuniti in assemblea a Möriken (Ag). Il presidente del partito, Thierry Burkart, si è espresso contro l’iniziativa per la neutralità dell’Udc, definendola «pro-Putin» e affermando che nuocerebbe alla politica estera elvetica. La Svizzera non ha bisogno di maggiore isolamento, ha puntualizzato il ‘senatore’ argoviese (rieletto alla presidenza; tra i vicepresidenti è stata confermata la ticinese Alessandra Gianella) evocando anche i rapporti con Bruxelles.

Questione scuola dell’obbligo: secondo il partito dovrebbe tornare alla sua missione originaria, fornendo competenze di base di lettura, scrittura e aritmetica. La scuola inclusiva non li raggiunge, è stato rilevato. I delegati hanno approvato un documento in questo senso, con 249 voti a favore, 4 contrari e 7 astensioni, dopo aver esaminato complessivamente due dozzine di emendamenti, la maggior parte dei quali è stata respinta. Secondo il Plr, la prima lingua, quella del posto, è più importante di quelle straniere e deve essere posta al centro dell’attenzione nella scuola. Secondo il documento, solo in seguito gli alunni dovrebbero imparare una seconda lingua. Nel documento, il partito si schiera pure contro i “tentativi ideologicamente motivati” di abolire i voti a scuola. ATS/RED