Svizzera

Nella Polizia di Basilea casi di razzismo e sessismo

Un’inchiesta evidenzia un clima di paura, una cultura dominata in modo rozzo dagli uomini e una mancanza di fiducia nella direzione

Obiettivo delle critiche
(Keystone)
21 giugno 2024
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Cultura della paura, mancanza di fiducia nella direzione e misure inadeguate in materia di sessismo e razzismo. Sono solo alcune delle critiche mosse a determinate unità della polizia cantonale di Basilea Città dai dipendenti interpellati nel corso di un'inchiesta.

"C’è un'atmosfera di tensione tra il personale", ha riassunto davanti ai media il responsabile dello studio, l'esperto di diritto costituzionale e amministrativo Markus Schefer dell'Università di Basilea, e per il quale è, dunque, necessario un cambio di rotta.

Durante le interviste sono stati espressi commenti critici nei confronti della dirigenza, in alcuni casi il comandante non viene per esempio più preso sul serio, oppure non viene percepito come una persona rispettabile, ma piuttosto come un compagno.

Il rapporto mette però in luce anche casi di razzismo e sessismo. Ci sono state segnalazioni di ‘incidenti’ che sono andati oltre il quadro legale consentito, ha evidenziato Schefer: “La cultura all'interno della polizia è ancora dominata dagli uomini e le donne vengono trattate in modo rozzo”.

Gli autori del rapporto raccomandano la creazione di strutture che possano sanzionare chi si rende responsabile di comportamenti fuori luogo: “Gli episodi di razzismo devono inoltre essere affrontati in modo più approfondito”.

All'inchiesta, condotta per accertare le cause dell'ondata di licenziamenti e della carenza di personale nel corpo di polizia, hanno partecipato in maniera volontaria 372 persone. Di queste, circa 320 erano membri della polizia cantonale, ovvero un terzo degli oltre 1'000 dipendenti. Gli altri erano ex agenti e membri di altre unità amministrative.

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