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Beat Jans: abolire i controlli alle frontiere nell’area Schengen

Il responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia ha partecipato al Consiglio Ue in Lussemburgo. La soluzione? Presidiare i confini esterni

Beat Jans
(Keystone)

In occasione di una riunione odierna dei ministri della giustizia dell'Ue a Lussemburgo, alla quale era invitata anche la Svizzera, il consigliere federale Beat Jans si è espresso a favore dell'abolizione dei controlli alle frontiere nell'area Schengen. Il miglioramento dello scambio di dati personali tra le autorità nazionali dovrebbe contribuire a questo obiettivo.

Le discussioni si sono concentrate su una relazione sulla situazione nello spazio Schengen, ha dichiarato Jans all'agenzia Keystone-Ats al termine della riunione.

Attualmente otto Paesi dell'area Schengen stanno effettuando controlli alle loro frontiere, come si può vedere sul sito web della Commissione europea. Il Consiglio federale ha recentemente annunciato che anche la Svizzera intensificherà i controlli fino all'inizio di settembre a causa dell'Europeo di calcio in Germania e dei Giochi olimpici estivi in Francia.

Scambio di dati

Al fine di abolire i controlli alle frontiere interne dell'area Schengen, gli Stati vogliono controllare meglio i confini esterni. A tal fine è prevista l'introduzione di un nuovo sistema d'informazione. La Svizzera sarà pronta a parteciparvi dal 6 ottobre, ha dichiarato Jans.

Anche il patto sull'asilo e la migrazione recentemente adottato dall'Unione europea dovrebbe contribuire a una maggiore sicurezza. Gli Stati membri dell'UE devono presentare alla Commissione europea i loro piani di attuazione. Alcuni elementi del patto sono vincolanti anche per la Svizzera. Pure il Consiglio federale presenterà i suoi piani alla Commissione Ue entro ottobre, ha aggiunto il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia.

Si tratta di un cambiamento importante per le procedure di asilo. Verranno raccolti più dati sui migranti, come immagini del volto, impronte digitali e campioni vocali. L'obiettivo è quello di riconoscere meglio le persone e di proteggersi dalle falsificazioni. In questo modo, la migrazione secondaria in Europa dovrebbe essere frenata. L'efficacia del patto dipenderà dalla sua attuazione, ha dichiarato ancora il consigliere federale.

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