manifestazioni pro Palestina

Prosegue l’occupazione a Neuchâtel, ancora proteste a Losanna

Nessun accordo con il rettorato: ‘Scartate ogni rivendicazione. Dicono di fare abbastanza, ma non è vero’

Le proteste a Losanna
(Keystone)

Il collettivo "Studenti per la Palestina" ha annunciato che proseguirà la mobilitazione all'Università di Neuchâtel (UniNE) installandosi nella facoltà di scienze. Mercoledì sera i simpatizzanti pro-Palestina avevano accettato di sospendere l'occupazione dell'auditorium Jeunes-Rives durante la notte per avviare un dialogo con il rettorato.

"La direzione dell'università ha scartato senza discussione tutte le rivendicazioni, sostenendo di fare già abbastanza e, falsamente, di non avere alcun legame con istituzioni israeliane", afferma il collettivo.

In un comunicato chiede al rettorato di garantire alla comunità universitaria la possibilità di riunirsi e di fare uso delle sue libertà pubbliche e democratiche in seno all'università. Il collettivo ritiene che neutralità politica non coincide con neutralità accademica.

In una nota diramata in serata, il rettorato ha precisato che i manifestanti - che avevano accettato la sua offerta di dialogo - non avevano risposto alla proposta concreta di un incontro il 22 maggio. Poiché questa data non sembra convenire agli studenti filopalestinesi, il rettorato ha proposto di incontrarli venerdì 17 maggio, si legge nel comunicato.

Risposta dura

Secondo l'Università, l'occupazione potrebbe concludersi in due modi: il collettivo potrebbe ritirarsi oppure il rettorato potrebbe presentare una denuncia penale per violazione di domicilio. Il rettorato propone un modus vivendi: i manifestanti si asterranno dall'occupazione notturna, ma potranno rimanere nei locali occupati durante l'orario di apertura adottando "un atteggiamento di rispetto nei confronti del resto della comunità universitaria".


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Studenti universitari pro-Palestina

La protesta dei manifestanti pro-Palestina aveva raggiunto ieri l'UniNE, quando verso mezzogiorno un gruppo di studenti, ex studenti e dipendenti si è installato nell'auditorium Jeunes-Rives.

Le reazioni della politica

Deputati neocastellani dell'Udc, del Plr e dei Verdi liberali hanno denunciato ieri sera in una dichiarazione comune "l'occupazione illegale" e chiesto al rettorato e al Consiglio di Stato di reagire immediatamente. "In seno ad altre università romande coloro che si rifiutano di aderire alla causa hanno riferito di un clima deleterio che impedisce loro di studiare decentemente. Ciò non deve essere tollerato nelle aule dell'Università di Neuchâtel", hanno affermato.

Il partito socialista della città di Neuchâtel sostiene invece la mobilitazione e incoraggia il rettorato ad avviare un dialogo con il collettivo e a condurre un esame critico delle collaborazioni con istituzioni israeliane.

Il caso Losanna

Una nuova manifestazione in sostegno della Striscia di Gaza si è svolta nel pomeriggio al Politecnico Federale di Losanna (Epfl). La direzione dell'EpflL ha chiesto ai circa 70 manifestanti di andarsene al più presto. Alla fine ha dovuto chiamare la polizia per evacuare un ultimo gruppo a fine della giornata.

"Questo gruppo di circa 15 persone è andato via senza essere costretto, ma sotto la scorta della polizia", ha dichiarato a Keystone-Ats il portavoce dell'Epfl Emmanuel Barraud. "Non sono stati effettuati arresti e non sono state controllate le identità, poiché i manifestanti alla fine se ne sono andati da soli", ha aggiunto.


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‘Liberate Gaza’

Sul suo sito web, la direzione ha dichiarato di "deplorare" la situazione. Ritiene che "la linea d'azione intrapresa dai manifestanti rischia di instaurare un rapporto di potere piuttosto che fornire un quadro favorevole alla discussione". La Direzione attende ora che le nuove richieste vengano messe per iscritto, così come eventuali richieste di discussione. Proporrà un incontro, aperto a tutti i membri della comunità dell'Epfl, da tenersi alla fine della prossima settimana, ha dichiarato questa sera.

Il sit-in spontaneo è iniziato poco prima di mezzogiorno all'ingresso dell'istituto di architettura. Stando al "Coordinamento studentesco per la Palestina" (Cep) dell'ateneo si è svolto "in modo pacifico e senza bloccare le aule".

La direzione dell'Epfl ha da subito dichiarato che "non tollererà questa occupazione e si aspetta che le persone se ne vadano di propria spontanea volontà". "Mentre la settimana scorsa l'Epfl ha chiamato la polizia per un'occupazione nello stesso luogo per allontanare gli studenti, questa manifestazione si svolge all'insegna del dialogo. Si chiede in particolare all'ateneo di mostrare buona fede nei confronti degli studenti e di non ripetere gli errori commessi la scorsa settimana", si legge in un comunicato stampa diffuso dal comitato studentesco Cep.

Analogamente alle azioni messe in atto in questi giorni in altre scuole superiori e università elvetiche, aggiunge la nota, questa mobilitazione è spontanea e le rivendicazioni rimangono le medesime, in particolare il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane.

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