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21.09.2022 - 17:25
Aggiornamento: 19:33

Cassis a muso duro contro Putin: ‘Basta provocazioni’

Il presidente della Confederazione presente a New York per l’Assemblea generale dell’Onu ha condannato la minaccia nucleare russa

Ats, a cura di Red.Web
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Ti-Press
Il presidente

Ignazio Cassis nell’incontrare il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York non mancherà di discutere "delle recenti provocazioni del presidente Putin". Il consigliere federale inoltre condannerà la minaccia nucleare. "Chiederò al ministro degli Esteri Lavrov di rinunciare a una nuova escalation di questa terribile guerra e di ritirare immediatamente le truppe russe", ha dichiarato in una conferenza stampa.

Ha poi sottolineato che questo intervento è in linea con la sentenza della Corte internazionale di giustizia del marzo 2022, che ha giudicato illegale l’invasione russa. L’annunciata mobilitazione parziale in Russia non è accettabile, ha aggiunto.

Soluzione diplomatica

Anche i referendum sull’annessione dei territori occupati in Ucraina sono illegali e non saranno riconosciuti dalla Svizzera, ha dichiarato il presidente della Confederazione. "Questa guerra si concluderà solo con una soluzione diplomatica. "I canali di comunicazione e i contatti diplomatici sono importanti per evitare un’impasse ", ha detto Cassis.

Russia accetta mandato di potenza protettrice?

La Svizzera è sempre pronta a offrire i suoi buoni uffici tra Ucraina e Russia. Su richiesta dell’Ucraina, Berna ha già redatto un mandato di protezione per i cittadini ucraini in Russia e lo ha consegnato ai russi. Cassis chiederà a Lavrov a che punto è il dossier.

A prescindere dalla retorica russa, la Svizzera rimane uno Stato neutrale, ha dichiarato il presidente della Confederazione. Si aspetta che Lavrov, che ha già incontrato ripetutamente come ministro degli Esteri alle Nazioni Unite, sia disposto a dialogare. "La Svizzera è uno dei Paesi che non spinge per estromettere i russi dagli organismi multilaterali perché siamo convinti che il dialogo sia necessario", ha aggiunto.

Colloquio con il presidente iraniano

Durante un incontro con il presidente iraniano Ebrahim Raisi, il consigliere federale ha discusso il caso di Masha Amini. La giovane donna è morta a causa delle violenze della polizia, che hanno scatenato critiche a livello mondiale sulla situazione dei diritti umani in Iran.

Raisi ha affermato che è nell’interesse dell’Iran proteggere i diritti individuali di tutti i suoi cittadini. Per questo motivo la magistratura indagherà sul caso.

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