20.09.2022 - 11:35
Aggiornamento: 14:05

Il gas costa caro alla Svizzera: si spende sei volte tanto

In confronto ad altri Paesi il consumo della Confederazione resta comunque relativamente basso

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Keystone

Anche la Svizzera sta pagando a caro prezzo, sul fronte del gas, le conseguenze della guerra in Ucraina e delle relative sanzioni occidentali, a cui si è allineata: da inizio anno e sino a fine agosto la Confederazione ha già speso 4,4 miliardi di franchi per le importazioni di gas naturale. Si tratta di una cifra mai vista in precedenza: rispetto allo stesso periodo degli ultimi dieci anni è sestuplicata, nonostante quantitativi solo marginalmente superiori, emerge da un’analisi realizzata dall’agenzia Awp basata sui dati del commercio estero pubblicati oggi dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini.

Per il gas proveniente dalla Germania – di gran lunga il più importante partner commerciale – la Svizzera ha pagato più di 3 miliardi di franchi: nel 2021 la bolletta si era limitata a 440 milioni per una quantità analoga di gas, mentre nel 2020 si era a 290 milioni. Il secondo più importante fornitore è la Francia: in questo caso la spesa per il 2022 è quadruplicata rispetto all’anno precedente, raggiungendo circa 900 milioni di franchi. Per il gas proveniente dall’Italia, alla fine di agosto l’industria elvetica ha dovuto impiegare più di 230 milioni di franchi.

Poiché la Svizzera non produce gas naturale e non dispone di impianti di stoccaggio dipende dalle riserve di altri Paesi. La Germania possiede le più grandi strutture di stoccaggio: il Paese ottiene la maggior parte delle sue riserve di gas dalla Russia, anche se questa quota è diminuita significativamente dopo l’attacco russo all’Ucraina. Negli anni precedenti, gli acquisti di gas rappresentavano meno dell’1% delle importazioni totali della Svizzera. Ora la situazione è cambiata: a causa dell’esplosione dei prezzi la quota è salita al 3%. Poiché anche il costo dell’elettricità e del petrolio sono aumentati massicciamente, da gennaio ad agosto più del 9% di tutte le spese per l’import elvetico, pari a oltre 14 miliardi di franchi, è stato destinato alle fonti energetiche. Il valore è quasi triplicato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In confronto ad altri Paesi il consumo di gas in Svizzera è comunque relativamente basso. La materia prima rappresenta circa il 15% del fabbisogno energetico: il gas viene utilizzato principalmente per il riscaldamento e nell’industria. Non ci sono invece grandi centrali a gas per la produzione di elettricità.

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