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12.09.2022 - 15:57
Aggiornamento: 16:43

Un’iniziativa per mettere un freno all’elettrosmog

Lanciata da un comitato interpartitico, è stata presentata stamane a Berna. E da domani scatta la raccolta di firme

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Per gli iniziativisti, gli attuali limiti vanno mantenuti

La popolazione dev’essere maggiormente protetta contro le radiazioni delle antenne di telefonia mobile e disporre di una rete di fibra ottica orientata al futuro. Un’iniziativa in questo senso è stata lanciata oggi da un comitato interpartitico.

L’iniziativa, denominata ‘Saferphone’, ha come obiettivo quello di inserire nella Costituzione federale la protezione della salute contro le radiazioni non ionizzanti (Rni), anche noto con il nome di elettrosmog. La raccolta delle firme inizierà domani.

"Come altre influenze potenzialmente tossiche, le radiazioni dei telefoni cellulari dovrebbero essere soggette alla regola dell’esposizione più bassa possibile", scrive il comitato d’iniziativa in una nota.

Sviluppare la fibra ottica

Le persone vivono 24 ore su 24, sette giorni su sette "in un campo di tensione tra numerosi dispositivi e antenne collegati via radio, le cui radiazioni inquinano i nostri spazi di vita", ha affermato Sonia Weil del comitato d’iniziativa. Al contempo, la percentuale di popolazione affetta da elettrosmog è in aumento.

Il comitato d’iniziativa chiede quindi che i valori limite non vengano aumentati, come vorrebbe l’industria della telefonia mobile. Citando il rapporto in proposito pubblicato dal Consiglio federale in aprile, la consigliera nazionale Isabelle Pasquier-Eichenberger (Ge), vicepresidente dei Verdi, ha sottolineato che "non è necessario indebolire i limiti di radiazione per distribuire il 5G", secondo la versione scritta del suo discorso.

L’attenzione dovrebbe invece concentrarsi su percorsi di trasmissione "che avranno ancora una capacità sufficiente tra dieci o vent’anni", ovvero le reti in fibra ottica, ha dichiarato il consigliere nazionale Michaël Töngi (Verdi/Lu).

Brevi collegamenti radio

Secondo le stime, quasi 70% dei dati mobili sono legati all’utilizzo di applicazioni video, una tendenza in aumento. Inoltre, la maggior parte delle comunicazioni dette mobili hanno luogo all’interno. Poiché la connessione avviene tramite un’antenna esterna, la radiazione deve passare attraverso le pareti, motivo per cui le antenne irradiano così fortemente, spiegano i promotori.

Quando gli edifici sono collegati alla rete di fibra ottica, invece, la trasmissione agli utenti e ai terminali viene fatta tramite brevi collegamenti radio ha indicato la consigliera nazionale Martina Munz (Ps/Zh).

L’iniziativa ‘Protezione dalle radiazioni della telefonia mobile – Un progresso per la salute e l’ambiente’ è stata lanciata con la partecipazione di personalità del mondo della tecnologia, della medicina, della legge e della politica. I comitati d’iniziativa e di sostegno sono composti da rappresentanti di tutti i partiti, precisa la nota. L’iniziativa, appoggiata anche dai Verdi, è coordinata dall’associazione Frequencia.

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