la scelta di lägern nord
11.09.2022 - 19:19

Deposito scorie radioattive, i Verdi chiedono chiarimenti

Il partito vuole dettagli sulla sicurezza e anche delucidazioni sulla durata massima di vita per le vecchie centrali nucleari

Ats, a cura di Red.Svizzera
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Il luogo designato visto da un drone (Keystone)

È chiaro che la popolazione non accetterà alcun sito di stoccaggio di scorie nucleari sulla porta di casa finché non verrà garantita la sicurezza e non sarà noto il volume di stoccaggio necessario. Per questo, per i Verdi, è fuori discussione stoccare le scorie senza un’uscita vincolante dall’atomo, menzionando una durata massima di vita per le vecchie centrali nucleari.

Il partito, in un comunicato, sottolinea che devono essere garantiti il recupero delle scorie nucleari e l’interruzione della pianificazione nel sito di Lägern Nord, qualora nuove conoscenze mettano in discussione la sicurezza dello stoccaggio delle scorie ad alta attività.

Per i Verdi, la dipendenza della Nagra dai gestori degli impianti nucleari è ancora problematica. Ci sono anche dubbi sull’indipendenza dell’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (Ifsn). I Verdi chiedono quindi un ulteriore monitoraggio da parte di esperti indipendenti di altri Paesi.

Gli ecologisti colgono pure l’occasione per ribadire che le centrali nucleari non garantiscono la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e citano a sostegno "la minaccia di un disastro nucleare nella centrale di Zaporizhia a causa della guerra in Ucraina, la canicola in Svizzera che ha costretto a sospendere le attività delle centrali svizzere quest’estate e la chiusura di centrali francesi a causa delle pessime condizioni". Inoltre, tutto l’uranio proviene dall’estero e il 60% dalla Russia, il che rende la dipendenza ancora più critica rispetto al gas, afferma ancora un comunicato.

Greenpeace vede pochi progressi

Dal canto suo, l’organizzazione ambientalista Greenpeace prende atto della decisione della Nagra sulla regione scelta per l’ubicazione delle scorie nucleari. A suo avviso, ciò rappresenta solo un piccolo passo avanti: "La conservazione a lungo termine delle scorie nucleari terrà occupate ancora generazioni di persone".

A livello mondiale non ci sono valori empirici sulla conservazione a lungo termine delle scorie altamente radioattive, si legge ancora nella presa di posizione di Greenpeace. "Inoltre nessuno sa se e come l’ubicazione del deposito debba essere contrassegnato per le prossime generazioni".

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