01.09.2022 - 16:15
Aggiornamento: 16:48

L’inflazione non si arresta: nuova crescita in agosto

Seppur inferiore a quello di altre nazioni, il tasso resta al massimo da quasi trent’anni a questa parte

Ats, a cura di Red.Web
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L’inflazione aumenta ancora lievemente in Svizzera e si conferma ad alti livelli, perlomeno per gli standard storici del Paese, ma nettamente inferiore a quella registrata in altri Paesi europei: in agosto il rincaro annuo si è attestato al 3,5%, in lieve accelerazione rispetto al 3,4% di giugno e luglio, nonché ai massimi da quasi 30 anni a questa parte. Stando ai dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica nell’ottavo mese dell’anno l’indice dei prezzi al consumo si è attestato a 104,8 punti, in progressione dello 0,3% rispetto a luglio. I dati diffusi oggi sono nella fascia alta delle attese degli analisti, che scommettevano su valori annui che andavano dal 3,3 al 3,5%.

Il rincaro non accenna quindi a diminuire, confermando una tendenza che dura ormai da tempo: si registra infatti il 20esimo mese consecutivo in cui il dato non si abbassa. Il valore di agosto è inoltre il più elevato da quello (del 3,6%) registrato nell’agosto 1993. A titolo di confronto storico alcuni mesi del 1991 superarono il 6% e nel 1973 si videro dati superiori all’11%; per non parlare dell’agosto 1941, quando venne toccato il 17,7%. Negli ultimi anni per contro l’inflazione in Svizzera – come in vari altri Paesi – è stata addirittura negativa: prendendo la sequenza 2014-2021, i tassi sono stati 0,0, -1,1, -0,4, +0,5, +0,9, +0,4, -0,7 e +0,6 per cento.

Vista in un’ottica internazionale l’inflazione elvetica può peraltro essere considerata ancora relativamente limitata, nel contesto attuale: per fare un paragone nell’Eurozona ha toccato il 9,1% in agosto, un livello mai registrato dalla nascita dell’Unione economica e monetaria. Tornando nella Confederazione, la crescita dell’indice in agosto rispetto al mese precedente è il risultato di diversi fattori, tra cui l’aumento dei prezzi dei servizi ospedalieri stazionari, dei servizi delle istituzioni sociali e degli affitti delle abitazioni. È invece diminuito il costo del noleggio di veicoli personali, delle analisi di laboratorio e dei carburanti.

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