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26.08.2022 - 11:27
Aggiornamento: 17:19

La moneta per il carrello della spesa non si tocca

In Svizzera non sembra attecchire (almeno per ora) l’idea di una catena di supermercati olandese di pensionare il ‘gettone’ per poterlo usare

Ats, a cura di Red.Web
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Se i carrelli mettono le gambe...

La decisione della catena di supermercati olandese Albert Heijn di dire addio al sistema della moneta da inserire per accedere al carrello della spesa sta suscitando interesse in tutta Europa. In Svizzera, però, i grandi distributori non sembrano voler abbracciare la novità: sono infatti preoccupati di vedere sparire i carrelli e temono un caos nelle aree di parcheggio.

La causa scatenante è stata il Covid: durante la pandemia la società Albert Heijn ha rinunciato, per motivi igienici, a chiudere con le catenelle i carrelli della spesa nei suoi negozi. E i responsabili hanno notato che, nonostante ciò, non sono scomparsi più carrelli rispetto al passato. "Fortunatamente i clienti sono abbastanza gentili da restituirli", ha affermato qualche giorno fa un portavoce del gruppo a una radio locale. Da qui la decisione di non tornare al passato.

Da parte sua, la Svizzera è generalmente considerata un Paese in cui non ci si deve preoccupare molto dei ladri e questo vale anche per i carrelli della spesa. "Vengono rubati abbastanza raramente", spiega all’agenzia Awp il portavoce di Aldi Kevin Keller. Presso Lidl, addirittura, "fondamentalmente non si registrano furti" dei dispositivi in questione, indica l’addetto stampa Mathias Kaufmann, che non esclude peraltro la possibilità che sussistano singoli casi, aggiungendo però che non è possibile provarli. Denner non tiene statistiche a riguardo, fa sapere l’addetto alla comunicazione Thomas Kaderli: ma se i carrelli a quattro ruote vengono rubati è soprattutto nelle aree urbane.

Sebbene l’attività di "ladro del carrello della spesa" sembri quindi poco diffusa nella Confederazione, i dettaglianti non pensano di passare al "modello olandese". "Al momento non c’è motivo di cambiare alcunché in questo campo", taglia corto il portavoce di Coop Caspar Frey. E tutti i suoi colleghi interpellati affermano che i meccanismi di deposito rimarranno in funzione. Se vi si rinunciasse "presumibilmente molti carrelli non verrebbero restituiti", osserva Marcel Schlatter, dipendente di Migros.

A ben guardare, appare poco plausibile che una cauzione di uno o due franchi possa veramente fungere da disincentivo ad appropriarsi di un carrello. Ma i portavoce avanzano una seconda ragione: "In questo modo garantiamo un migliore ordine nel parcheggio, perché i carrelli devono essere riportati al posto giusto per riavere la moneta", sottolinea Keller.

Quindi presso Aldi, Lidl, Denner, Coop e Migros i clienti dovranno ancora estrarre dalla tasca una moneta o un gettone per accedere a un carrello. Ma nulla è deciso per l’eternità, perlomeno per i primi due dettaglianti: Lidl afferma di guardare con grande interesse agli sviluppi nei Paesi Bassi, mentre Aldi si dice "sempre aperta a nuove soluzioni".

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