23.08.2022 - 13:59
Aggiornamento: 16:26

Basta merci pericolose sulla strada del Sempione

‘Il Vallese deve abbandonare il suo comportamento ostinato’: depositata la petizione che chiede al governo locale di esigerne da Berna il divieto

Ats, a cura di Red.Web
basta-merci-pericolose-sulla-strada-del-sempione
Keystone
Un messaggio chiaro

Una petizione lanciata dall’Iniziativa delle Alpi e munita di 4’769 firme è stata depositata oggi a Sion alla Cancelleria di Stato del Canton Vallese. Chiede al governo vallesano di esigere da Berna il divieto di trasportare merci pericolose attraverso il passo del Sempione.

Secondo i firmatari della petizione, i rischi legati ai circa 40 viaggi giornalieri sono troppo elevati per la maggior parte delle persone direttamente interessate. Un solo incidente che coinvolgesse merci pericolose potrebbe infatti causare danni irreparabili alle persone e alla natura della regione alpina.

"Questo è inaccettabile", indica l’Iniziativa delle Alpi in una nota odierna, "tanto più che c’è una galleria ferroviaria attraverso il Sempione e i treni possono trasportare merci pericolose in modo molto più sicuro". Contrariamente a tutti gli altri passi alpini, sul Sempione tali trasporti stradali non sono vietati.

"È altamente discutibile che il governo vallesano accetti tali rischi sulle spalle della propria popolazione, dei residenti (...) e della natura sul Sempione e nella Valle del Rodano. Questo dimostra una mancanza di sensibilità per i bisogni della popolazione", rileva il consigliere nazionale Christophe Clivaz (Verdi/Vs) citato nel comunicato.

La petizione ‘Stop al trasporto di merci pericolose al Sempione’ fa seguito a una risoluzione adottata in maggio dall’Iniziativa delle Alpi, che chiede al Consiglio federale e al governo vallesano di agire in tal senso. La Confederazione ha accordato una proroga fino alla fine dell’anno al Canton Vallese per apportare dei miglioramenti. I firmatari vogliono che il Vallese "abbandoni il suo comportamento ostinato" e si faccia sentire presso le autorità federali.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved