20.08.2022 - 16:37

Animali non ancora sufficientemente protetti: sì all’iniziativa

Revisione dell’Avs e riforma dell’imposta preventiva, i verdi raccomandano un ‘no’ alle urne

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Regula Rytz

No alla riforma dell’Avs e alla modifica della legge sull’imposta preventiva, sì all’iniziativa sull’allevamento intensivo. Questo il verdetto di oggi a Zugo dell’assemblea dei Verdi, nell’ambito della quale sono state anche presentate due risoluzioni su politica estera e commercio delle materie prime.

La revisione dell’Avs non deve essere portata avanti sulle spalle delle donne, hanno sottolineato i delegati ecologisti, facendo riferimento al previsto innalzamento dell’età pensionabile, per motivare la loro opposizione alla riforma.

La modifica della legge sull’imposta preventiva è dal canto suo stata etichettata come un lasciapassare per i reati fiscali. Inoltre, la novità causerebbe perdite annuali di 200 milioni di franchi a livello di entrate, con cantoni e comuni che stanno ancora soffrendo per i precedenti tagli delle imposte.

Secondo i Verdi poi, gli animali non sono ancora sufficientemente protetti e ciò giustifica un sì all’iniziativa sull’allevamento intensivo. La fine di questa pratica sarebbe un passo in avanti verso un’agricoltura sostenibile e la tutela delle risorse naturali.

L’assemblea, attraverso una risoluzione, ha poi chiesto che la Svizzera rafforzi il suo impegno riguardo alla guerra in Ucraina scatenata dai russi. Ciò richiede una politica estera al servizio dei diritti umani e della democrazia.

Allo stesso tempo, è necessaria una nuova politica relativa all‘energia, alle materie prime e al commercio estero, hanno domandato i delegati in un’altra risoluzione. Bisogna porre fine agli ’affari sporchi’: molti autocrati infatti alimentano il loro potere con le energie fossili.

Queste non sono dunque solo dannose per l’ambiente, si legge nella risoluzione, ma rendono la Confederazione dipendente da Stati come la Russia. Solo la riduzione dei consumi e il ricorso a fonti rinnovabili potrebbero tagliare questo cordone ombelicale e mettere un termine al finanziamento delle guerre.

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