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20.08.2022 - 15:20

Iniziativa sull’allevamento intensivo, chiaro ‘no’ dall’Udc

Riunti in assemblea a Baar, i delegati invitano a bocciare il tema in votazione il 25 settembre: ‘Non è necessaria’

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Martin Haab

L’iniziativa sull’allevamento intensivo, in votazione il 25 settembre, non è necessaria. Lo pensano i delegati dell’Udc, che, riuniti a Baar (Zg), hanno nettamente respinto il testo, sposando la linea della leadership del partito.

L’assemblea dei delegati ha raccomandato il rifiuto dell’iniziativa per 304 voti a 8 (due astenuti). Il testo mira a tutelare la dignità degli animali, fissando criteri ad esempio per la detenzione, l’accesso all’aperto, la macellazione e un limite massimo del numero di bestie per stalla.

L’iniziativa è stata lanciata dal movimento antispecista Sentience e a livello di partiti è sostenuta da Ps e Verdi. I promotori mirano a "un veganismo parziale imposto dallo Stato", ha detto il consigliere nazionale Martin Haab (Udc/Zh) presentando la proposta ai delegati.

I prodotti che vengono fabbricati violando sistematicamente il benessere degli animali si trovano solo all’estero, ha sostenuto Haab. In Svizzera, l’allevamento intensivo esiste al massimo per le api, ha aggiunto il deputato zurighese.

Per quanto riguarda un altro oggetto su cui il popolo dovrà esprimersi fra poco più di un mese, ossia la modifica della legge federale sull’imposta preventiva, la direzione dell’Udc aveva già manifestato all’unanimità il proprio sì in vista dell’assemblea. Oggi non vi è stata dunque un’ulteriore votazione sul tema.

Il consigliere nazionale Thomas Matter (Udc/Zh) ha parlato di situazione vantaggiosa per tutti, sia per lo Stato sia per la piazza economica, un fatto che non accade spesso in politica. La revisione legislativa decisa in dicembre dal parlamento è stata combattuta da un referendum sostenuto da sinistra e sindacati.

‘Sì’ alla riforma Avs

La riforma dell’Avs gode del sostegno dell’Ucd. I delegati hanno infatti votato in favore dell’innalzamento dell’età pensionabile delle donne e del finanziamento supplementare mediante l’aumento dell’Iva.

L’assemblea ha seguito le indicazioni dei vertici del partito e gli argomenti del consigliere nazionale Thomas de Courten (Udc/Bl), incaricato di presentare la revisione, sostenendo la riforma con 292 voti favorevoli, tre contrari e cinque astensioni. Il progetto confezionato dal parlamento dovrà passare dalle urne dopo che un’alleanza di sinistra ha lanciato un referendum.

Come detto, i cittadini dovranno esprimersi su due oggetti, strettamente legati fra di loro. In caso uno dei due venisse respinto, l’intera riforma diventerebbe carta straccia.

Il primo di essi è il decreto federale sull’aumento dell’Iva in favore dell’Avs. Il secondo è la modifica della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, che contiene ad esempio il contestato innalzamento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni.

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