18.08.2022 - 13:02
Aggiornamento: 14:04

La siccità fa rivedere al ribasso le scorte di petrolio

La scarsa navigabilità del Reno spinge Berna a optare per un ulteriore taglio alle riserve obbligatorie. Che saranno ridotte del 12,8%

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Stavolta la colpa è sua

Le scorte obbligatorie di prodotti petroliferi potranno essere ulteriormente ridotte del 12,8% entro la fine di settembre. La decisione, annunciata oggi dall’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (Ufae), è dovuta non alla scarsità dell’offerta, ma alla siccità che sta praticamente paralizzando il trasporto sul Reno.

I quantitativi offerti dai mercati internazionali sono adeguati, ma i problemi logistici e di trasporto si stanno acutizzando, spiega l’Ufae. Il livello del Reno ha raggiunto un record negativo e causa di una drastica riduzione dei volumi di carico. Inoltre il traffico ferroviario transfrontaliero sta subendo cancellazioni e ritardi massicci a causa della mancanza di personale e di lavori in corso.

Per garantire la fornitura di prodotti petroliferi nonostante le difficoltà logistiche, l’Ufae ha dunque deciso di ridurre temporaneamente di 490’000 metri cubi le scorte obbligatorie, pari al 12,8% del totale di quanto prescritto dalla Confederazione. Questa nuova riduzione si aggiunge a quella del 6,5% in vigore dal 25 luglio.

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