16.08.2022 - 14:50
Aggiornamento: 15:15

La Posta azzererà il suo impatto climatico dieci anni prima

Il Gigante Giallo intende eliminare le fonti fossili per i suoi veicoli e il riscaldamento entro il 2030, ciò che era previsto per il 2040

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone

La Posta vuole azzerare completamente l’impatto climatico del proprio esercizio dal 2030, ossia dieci anni prima di quanto pianificato finora. Lo rende noto oggi, precisando che intende passare a propulsioni alternative per i suoi veicoli, impiegando esclusivamente elettricità da fonti rinnovabili svizzere e sostituendo i sistemi di riscaldamento da fonti fossili.

In un comunicato, il responsabile Servizi di mobilità e membro della direzione del gruppo, Christian Plüss, ricorda che la Posta gestisce il parco veicoli più grande del Paese e possiede diversi immobili, producendo l’1% delle emissioni di CO2 della Svizzera, ciò che "rappresenta un’impronta di carbonio considerevole".

Anche il parco veicoli di AutoPostale sarà pian piano elettrificato o spinto senza l’impiego di combustibili fossili. Entro il 2030 non riusciremo tuttavia a ridurre del tutto le nostre emissioni di CO2, ha avvertito Plüss, precisando che i vertici dell’azienda intendono compensare quelle restanti che non sono riducibili mediante le misure citate.

Entro il 2040 la Posta vuole poi diminuire o eliminare dall’atmosfera tutte le emissioni prodotte lungo l’intera catena di creazione del valore, compresi fornitori e partner di trasporto, e così generare emissioni nette di CO2 pari a zero.

Anticipando l’obiettivo climatico ed energetico, l’azienda mira ad assumere una funzione di esempio nel panorama delle imprese svizzere e contribuire in modo significativo alla Strategia energetica 2050 della Confederazione. Nella nota, Plüss ricorda che negli ultimi cinque anni la Posta è riuscita a diminuire del 20% le emissioni di CO2 nella logistica dei pacchi e ha introdotto 6065 scooter elettrici per il recapito degli invii postali.

Guardando al futuro prossimo, Plüss afferma che "entro tre anni intendiamo recapitare lettere e pacchi esclusivamente con veicoli elettrici nei centri urbani" ed "entro la fine del 2024 sulle strade svizzere viaggeranno inoltre 100 autopostali elettrici". Ritardi nella consegna dei veicoli potrebbero verificarsi a causa della guerra in Ucraina o nell’ordinazione dei mezzi per le linee di trasporto pubblico, che vengono effettuate dai cantoni.

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