16.08.2022 - 12:34
Aggiornamento: 14:42

L’immobilismo politico non pesi sulle giovani generazioni

In vista delle votazioni del 25 settembre, i giovani borghesi scendono in campo a favore della riforma dell’Avs

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Marc Rüdisüli, presidente dei Giovani del Centro

Le giovani generazioni non devono soffrire per l’immobilismo politico e all’attuale situazione di stallo in materia di pensioni serve una svolta. Lo hanno affermato oggi le sezioni giovanili dei partiti borghesi, argomentando il loro ‘sì’ alla riforma dell’Avs in votazione il 25 settembre.

A esprimersi davanti alla stampa per sostenere la revisione sono stati rappresentanti dei Giovani Udc, Plr, del Centro, dei Verdi liberali e del Partito evangelico. A loro avviso si tratta di un compromesso adatto a risolvere il ritardo accumulato nella riforma del primo pilastro.

Fra poco meno di un mese e mezzo il popolo dovrà esprimersi su due oggetti: il decreto federale sull’aumento dell’Iva in favore dell’Avs e la modifica della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, che contiene ad esempio il contestato innalzamento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni.

Per Marc Rüdisüli, presidente dei Giovani del Centro, il ‘sì’ alla riforma è una questione di equità: anche le generazioni future devono poter beneficiare dell’Avs. I nostri coetanei dubitano di riuscire a ottenere un buona rendita una volta raggiunta la pensione, gli ha fatto eco il presidente dei Giovani liberali-radicali Matthias Müller.

Stando alle sezioni giovanili un altro punto positivo è la flessibilità permessa dal progetto. Le persone potrebbero decidere più liberamente quando andare in pensione e la carenza di lavoratori qualificati potrebbe essere contrastata.

Commentando il previsto aumento dell’età pensionabile delle donne, Stephanie Gartenmann, membro della direzione dei Giovani Udc, ha dichiarato che diritti e doveri vanno applicati allo stesso modo: questa è la vera solidarietà.

La disparità di trattamento ai danni delle lavoratrici in termini di rendite, causata da stipendi più bassi e impieghi a tempo parziale più diffusi, va affrontata, ma nell’ambito della riforma della previdenza professionale, ha aggiunto il co-presidente dei Giovani evangelici Uriel Seibert. La revisione del secondo pilastro è attualmente all’esame del Parlamento.

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