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Keystone
28.06.2022 - 13:42
Ats, a cura de laRegione

L’inflazione incombe sulla ristorazione svizzera

In Svizzera il fenomeno è ancora limitato rispetto all’area Euro. Ma c’è già chi, come la catena Starbucks, ha alzato leggermente i prezzi

I ristoratori sono di fronte a un dilemma causato dall’inflazione: adeguare o no i prezzi (al rialzo) alla situazione? Il timore è quello di perdere i clienti appena riconquistati dopo la pandemia.

Una catena che ha subito reagito è l’americana Starbucks, che ha alzato leggermente i prezzi, ha confermato una portavoce all’agenzia economica AWP.

Il problema si pone anche alle realtà più piccole: un noto ristoratore zurighese, che ha preferito rimanere anonimo, ha dichiarato che l’inflazione si fa sentire soprattutto sul costo dell’energia. Anche la birra è diventata più cara, mentre in altri settori ancora non si notano particolari cambiamenti. L’imprenditore non ha ancora deciso se alzerà i prezzi.

In Romandia la catena di ristoranti Francesca - per fare un esempio - non ha ancora aumentato i prezzi, ha spiegato il responsabile Antoine Arbogast. Ma la domanda si porrà nuovamente al più tardi entro fine anno, a dipendenza di come evolverà la situazione. Il rischio, secondo lui, è anche che i clienti stiano lontani dai ristoranti, poiché andare a mangiare fuori è uno dei primi lussi a essere tagliato in caso di ristrettezze economiche.

Al momento l’inflazione pesa soprattutto sulla zona euro, mentre in Svizzera il fenomeno esiste, ma è limitato. Nella Confederazione l’aumento è del 2,9% su base annua, mentre nell’eurozona si arriva a un +8,1%. In territorio elvetico crescono però particolarmente i prezzi di alcuni prodotti, come ad esempio la merce importata.

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