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28.06.2022 - 10:14
Aggiornamento: 10:46
Ats, a cura de laRegione

Sempre più privati richiedono l’accesso a documenti ufficiali

L’anno scorso le domande di visionare questi atti sono state 1’385, il 16% in più rispetto al 2020. Accesso completo concesso solo in 694 casi

In Svizzera, un numero sempre maggiore di privati cittadini e giornalisti chiede di visionare documenti ufficiali. Lo scorso anno le domande sono state 1’385, il 16% in più rispetto al 2020. In circa la metà dei casi, le autorità hanno divulgato pienamente quanto richiesto. Lo rileva, nel suo rapporto annuale, l’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (Ifpdt), Adrian Lobsiger.

Il principio dell’accesso pubblico sta diventando sempre più noto in particolare grazie ai media, sottolinea Mister dati, il quale si aspetta che la tendenza continui. Oltretutto le misure contro la diffusione del coronavirus non hanno fatto altro che aumentare la necessità di trasparenza e informazione.

Lo conferma il fatto che circa una richiesta di accesso su quattro era legata alla pandemia. Va però rilevato che il numero di casi in cui è stato concesso l’accesso completo ai documenti (694) è risultato inferiore alla media.

In circa un caso su quattro (23%), la richiesta è stata accolta solo parzialmente, mentre il 9% delle domande è stato respinto. Altre sono state ritirate, erano ancora in sospeso al momento di stilare il rapporto o non esisteva alcun documento ufficiale sul tema.

La tassa di accesso è stata applicata solo in 19 delle 1’385 richieste, per un importo complessivo di circa 14’925 franchi. Oltre il 98% delle domande sono state gratuite.

La prassi di fatturazione varia a seconda dei dipartimenti e degli uffici. Quelli degli Affari esteri e dell’Ambiente, i Servizi parlamentari e il Ministero pubblico della Confederazione non hanno richiesto alcun compenso per la divulgazione di documenti. Gli altri cinque dipartimenti e la Cancelleria federale, hanno invece addebitato ai richiedenti parte del loro tempo.

In futuro l’accesso ai documenti ufficiali della Confederazione sarà in linea di principio gratuito, per volontà del Parlamento. Tuttavia, per applicazioni particolarmente complesse, dovrebbe essere consentito l’invio di fatture. Le due Camere non sono però d’accordo sul loro ammontare. Il Consiglio degli Stati non vuole fissare un tetto massimo, mentre il Nazionale propone un limite di 2’000 franchi.

Secondo il rapporto di Mister dati, nel 2021 è aumentato anche il numero di richieste di conciliazione relative alla concessione o al rifiuto di accedere a documenti ufficiali. Ne sono state inoltrate 149, il 60% in più rispetto all’anno precedente. L’obiettivo di queste procedure è raggiungere un rapido accordo tra le parti. A causa dell’aumento, non tutte le richieste hanno potuto essere liquidate entro i trenta giorni previsti.

Le sfide del metaverso

Nel suo documento, Mister dati getta uno sguardo anche oltre, sul mutare delle nostre abitudini e sui passi che sta compiendo la tecnologia digitale. In particolare pone l’accento sull’emergere di spazi virtuali, come il metaverso, e sui rischi connessi per la privacy.

Per mettere in scena la realtà aumentata, occhiali e sensori registreranno gli sguardi, le espressioni facciali e le posture, ma anche la lettura o il cibo mangiato dal loro ospite umano, rileva Lobsiger, aggiungendo che tutti questi dati sensibili finiranno un giorno nel cloud degli operatori dei social network.

Questo avverrà in proporzioni nettamente maggiori rispetto a quanto accade nella realtà digitale di oggi, avverte Mister dati. Più gli utenti trasferiranno la loro vita sociale nel mondo digitale, più saranno esposti ad attacchi alla loro personalità.

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