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Keystone
27.06.2022 - 14:09
Aggiornamento: 16:48

Appello delle Ong: svolta energetica fattibile entro il 2035

Secondo le organizzazioni ambientaliste, l’espansione della produzione di energia solare potrebbe coprire la crescente domanda di elettricità

La società, l’economia e la politica svizzera devono agire per compiere la svolta energetica entro il 2035. È l’appello lanciato oggi da un’alleanza di sei organizzazioni attive nei settori dell’ambiente, dell’energia e dei trasporti, per la quale la crisi climatica e quella della biodiversità sono le più grandi minacce indotte dall’uomo alle fondamenta della nostra esistenza.

Secondo BirdLife, Greenpeace, Pro Natura, Fondazione Svizzera per l’Energia, Associazione traffico e ambiente (Ata) e Wwf Svizzera – che hanno tenuto una conferenza stampa oggi a Berna – ci saranno vantaggi per tutti ad affrontare le due crisi insieme.

Per riuscire la svolta, dobbiamo smettere di sprecare energia, estendere rapidamente la produzione solare e garantire che i criteri di protezione e di utilizzo abbiano lo stesso peso nella pianificazione generale dei progetti energetici, sostengono le Ong, per le quali la decisione spetta ai politici.

Sono necessarie misure concrete in tempi brevi, aggiungono, citando gli esempi di una scadenza vincolante per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili, nuovi bandi e incentivi per l’efficienza energetica e una serie di norme per la produzione fotovoltaica sugli edifici.

Con un uso migliore, si potrebbe risparmiare il 41% del consumo totale di energia entro il 2035, secondo le Ong, per le quali l’espansione della produzione di energia solare sulle strutture esistenti potrebbe coprire la crescente domanda di elettricità.

Secondo i loro calcoli, per evitare problemi di approvvigionamento è possibile aumentare la produzione di elettricità da fonti rinnovabili di ulteriori 38 terawattora entro il 2030.

L’alleanza mette inoltre in guardia contro l’utilizzo di aree naturali intatte per l’espansione della produzione di energia elettrica. Le crisi del clima e della biodiversità sono due facce della stessa medaglia. Le torbiere, ad esempio, sono serbatoi di CO2 e immagazzinano grandi quantità di gas serra, ricordano.

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