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16.06.2022 - 17:21

‘Sì’ al ‘paracadute per le aziende elettriche

Gli Stati approvano il piano di salvataggio, elaborato dal Governo, per il settore. Il dossier passa ora al Consiglio nazionale

Ats, a cura de laRegione
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Ti-Press
Obiettivo: garantire la continuità dell’approvvigionamento in Svizzera

I fornitori di elettricità devono essere in grado di acquistarla in qualsiasi momento, anche qualora si verificasse un ulteriore aumento dei prezzi. Questo l’obiettivo del piano di salvataggio per il settore, elaborato dal Governo per sostenere finanziariamente le aziende e garantire la continuità dell’approvvigionamento in Svizzera in caso di bisogno e approvato oggi a larga maggioranza dal Consiglio degli Stati.

Negli ultimi mesi, i mercati energetici europei hanno registrato un’impennata dei prezzi, fenomeno che si è acuito con la guerra in Ucraina tanto da raggiungere picchi storici. Il Consiglio federale ha quindi redatto in fretta e furia un progetto di legge così da equipaggiarsi precauzionalmente contro un eventuale collasso del sistema ed evitare le conseguenze devastanti di un blackout prolungato.

L’obiettivo è mettere le società del settore nelle condizioni di poter acquistare elettricità in qualsiasi momento, anche in caso di sviluppi eccezionali del mercato. A differenza del Consiglio federale, i ‘senatori’ hanno deciso di includere anche le imprese più piccole, a condizione che abbiano una rilevanza sistemica. Il governo voleva considerare solo i tre grandi gruppi Axpo, Alpiq e Bkw. Quest’ultimo ha già fatto sapere di non volere questa garanzia federale, Axpo solo se è su base volontaria.

Grazie ai 10 miliardi di franchi che verrebbero messi sul piatto, le aziende alle prese con prezzi estremi o inadempienze su larga scala delle controparti otterrebbero in poche ore, sotto forma di prestiti, la liquidità necessaria. Le condizioni per ottenerli sono però severe. Le società elettriche potranno quindi "afferrare il salvagente solo poco prima di annegare", ha riassunto Jakob Stark (Udc/Tg).

Il progetto, che prevede un tasso d’interesse conforme al mercato, permetterà alla Confederazione di riscuotere un supplemento di rischio compreso tra il 4% e il 10%. Questa condizione è stata fissata allo scopo di stimolare le aziende a fare tutto il possibile per ottenere finanziamenti dai loro proprietari e dalle banche, in modo da ricorrere al sostegno di Berna solo in casi di estrema emergenza.

Da notare che durante il dibattito d’entrata in materia una minoranza del plenum, della quale si è fatto portavoce con una proposta di rinvio Stefan Engler (Centro/Gr), avrebbe voluto rispedire il progetto di legge al governo, in quanto convinta che il meccanismo, nella sua forma attuale, metta troppo l’accento sul salvataggio delle singole imprese. A suo avviso, l’obiettivo principale dovrebbe invece essere quello di assicurare un approvvigionamento sicuro di energia elettrica al Paese.

"C’è urgenza: la legge deve essere adottata il più rapidamente possibile", ha replicato il relatore commissionale Daniel Fässler (Centro/Ai). Con la guerra in Ucraina e l’aumento dei prezzi sul mercato elettrico europeo il rischio di penuria è reale, ha avvertito.

"È fondamentale dare certezza alle imprese svizzere che operano sul mercato europeo", ha poi aggiunto Elisabeth Baume-Schneider (Ps/Ju). "Meglio un buon progetto che uno perfetto, meglio ora che domani", ha aggiunto Stark. Quest’ultimo, membro del Consiglio di amministrazione di Axpo, è stato l’unico del suo partito a rifiutare il rinvio del dossier al governo.

Il dossier passa al Consiglio nazionale.

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