ULTIME NOTIZIE Svizzera
partito socialista
6 ore

Paul Rechsteiner lascia il Parlamento dopo 36 anni

Gli inizi a San Gallo e l’elezione a Berna, prima al Consiglio nazionale, dal 1986 al 2011, e poi al Consiglio degli Stati
udc
6 ore

Salzmann primo a candidarsi per il dopo-Maurer

Il senatore bernese si gioca le sue carte per diventare consigliere federale in mezzo a un mare di rinunce
Svizzera
6 ore

Vallese, sequestrato monopattino elettrico truccato

Il mezzo confiscato arrivava fino a 115 chilometri orari. Il proprietario è stato denunciato per infrazione alla legge sulla circolazione.
rapporti svizzera-ue
6 ore

‘Nessuna differenza insormontabile tra Berna e Bruxelles’

La dichiarazione congiunta dopo l’incontro a Rapperswil-Jona con i delegati della Confederazione e dell’Unione europea
Svizzera/Sahara occidentale
8 ore

La Svizzera nega il visto ai rappresentanti saharawi

I cinque componenti della società civile saharawi avrebbero dovuto testimoniare durante il 51° Consiglio dei diritti umani a Ginevra
Svizzera
9 ore

Läderach mastica amaro: sul deep web i dati rubati dagli hacker

L’azienda era stata vittima di un attacco informatico un mese fa. Afferma di non aver pagato alcun riscatto ai criminali informatici
Svizzera
12 ore

Disoccupazione? Per la Seco livelli mai così bassi

Situazione giudicata buona ma con dei lati negativi: manca infatti la manodopera qualificata e le aziende faticano a trovare personale adeguato
Svizzera
16 ore

Disoccupazione Seco stabile al 2,4% in Ticino

Il tasso di iscritti negli Uffici regionali di collocamento a livello nazionale è sceso sotto il 2% per la prima volta dal 2001
udc
1 gior

Anche Rickli si tira fuori per il dopo-Maurer

La consigliera di Stato zurighese non si candida alla successione. Finora nessuna candidatura ufficiale
energia
1 gior

Gas: anche la Svizzera vuole impianti di stoccaggio

La richiesta è dell’Associazione svizzera dell’industria del gas (Asig). Il tema verrà trattato dal Consiglio federale
Svizzera
1 gior

Migros: in arrivo ‘Teo’, il negozio senza personale

Vi si potrà accedere mediante carta di credito oppure un codice QR Cumulus. La casse automatiche accetteranno anche il pagamento con twint
Svizzera
1 gior

Impressum chiede aumenti salariali nei media

Sollecitato l’adeguamento delle retribuzioni in funzione dell’inflazione. ‘Non concederlo equivarrebbe a una riduzione dello stipendio’
Svizzera
1 gior

‘Io, adolescente e con la fedina penale già macchiata’

Fra i reati più commessi dai giovanissimi ci sono il taccheggio e il porto abusivo di armi, lo indica un’indagine internazionale
14.06.2022 - 09:30
Aggiornamento: 16:03

Gli Stati affossano il salario minimo ai lavoratori distaccati

La Camera dei cantoni boccia per la seconda volta l‘entrata in materia sulla ’mozione Abate’. La competenza resta ai cantoni. Il dossier è liquidato

gli-stati-affossano-il-salario-minimo-ai-lavoratori-distaccati
Keystone

I lavoratori distaccati non devono sottostare al salario minimo stabilito da quei Cantoni che lo applicano. Per la seconda volta, il Consiglio degli Stati ha respinto (26 voti a 19) l’entrata nel merito sul progetto di legge frutto di una mozione dell’ex "senatore" Fabio Abate (PLR/TI). Il dossier è liquidato.

Secondo la maggioranza, i Cantoni che applicano il salario minimo hanno già la possibilità di estenderlo a tutti i lavoratori attivi sul territorio: non è quindi necessario ricorrere al diritto federale per regolare questo problema.

Lo scorso marzo, il Consiglio nazionale aveva accolto il progetto di legge - 106 voti a 77 (5 astenuti) - in base al quale i lavoratori distaccati dovrebbero, in futuro, sottostare al salario minimo stabilito da quei Cantoni che lo applicano. La revisione della legge sui lavoratori distaccati vincola in particolare i datori di lavoro stranieri al rispetto di possibili salari minimi cantonali.

Per i sostenitori della soluzione nazionale, come Marina Carobbio (PS/TI), Céline Vara (Verdi/NE), Paul Rechsteiner (PS/SG) e Charles Julliard (Centro/JU), la mozione non crea obblighi per quei Cantoni che non applicano il salario minimo, ma modifica la legge federale sui distaccati affinché le ditte estere che inviano operai in Svizzera siano obbligate a rispettare i salari minimi laddove applicati, come il Ticino, il Giura, Neuchâtel, Ginevra e Basilea Città. Il problema, insomma, è di natura giuridica giacché le leggi cantonali e le ordinanze non si applicano ai distaccati, sottoposti alla normativa federale. Per questo la mozione crea le basi per una maggiore sicurezza giuridica. Non è quindi vero, stando al campo rosso-verde, che i Cantoni possono già far rispettare i salari minimi.

Per i sostenitori della mozione e del progetto di legge, con questa modifica normativa non si fa altro che istituire pari condizioni per tutti, evitando la concorrenza sleale da parte delle ditte estere che possono inviare in Svizzera i propri rappresentanti senza dover per forza rispettare i salari minimi.

Stando a Rechsteiner, gli argomenti tirati in ballo dagli avversari della mozione e del progetto governativo nascondono invero un pregiudizio ideologico nei confronti del salari minimi. Un "no" a questo progetto, sostenuto tra l’altro da ben 23 Cantoni, proprio da parte della camera che li rappresenta, è incomprensibile secondo il sangallese, nonché un "affronto" nei confronti del Ticino dove vige un salario minimo - 19 franchi - assai basso.

Un "no" equivale, a detta del "senatore" socialista, a lasciare campo libero al dumping sociale e salariale. Insomma, rifiutare il disegno di legge è un "autogol", una "vergogna" che danneggia il tessuto sociale e le aziende attive sul territorio.

Nel suo intervento, la consigliera agli stati Carobbio ha rammentato le parole pronunciate al Nazionale - che a differenza degli Stati si è sempre detto a favore del progetto, n.d.r - dal presidente dell’Unione svizzera delle arti e mestieri, Fabio Regazzi (Centro/TI), secondo cui la legge creerà uguali condizioni per tutti, facendo in modo che le società estere che distaccano collaboratori in Svizzera, e in particolare nel Ticino, possano venir favorite grazie al mancato rispetto dei salari minimi decisi a livello cantonale.

Ma nonostante l’accorato appello di una parte del plenum, spalleggiato dal ministro dell’economia Guy Parmelin che ha sottolineato anche i vantaggi della legge che introduce una piattaforma elettronica per migliorare i controlli, la maggioranza dei "senatori" ha preferito respingere per la seconda volta l’entrata in materia, mettendo la parola "fine" ai dibattiti su questo tema.

Alla base della mozione Abate del 2018 vi è l’introduzione, nei cantoni di Neuchâtel, Giura, Ticino, Ginevra e Basilea Città, di leggi sul salario minimo per contrastare il dumping sociale e salariale. La revisione della legge prevedeva la possibilità di imporre ai datori di lavoro esteri che inviano i propri dipendenti in Svizzera anche il rispetto delle condizioni salariali minime prescritte a livello cantonale. Questo aspetto non è al momento regolato nella Legge sui distaccati (LDist).

Per rispettare le norme salariali, le aziende e i relativi lavoratori dislocati sarebbero dovuti rientrare nel campo d’applicazione delle leggi cantonali in materia. Il rispetto delle disposizioni sarebbe stato controllato dai Cantoni in base al diritto cantonale.

Il progetto governativo teneva conto della ripartizione delle competenze tra Cantoni e Confederazione stabilita nella Costituzione federale, garantendo il principio di non discriminazione sancito nell’Accordo sulla libera circolazione tra la Svizzera e l’UE.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved