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03.06.2022 - 18:09
Aggiornamento: 19:26

Tariffario medico: ‘Progressi importanti ma c’è ancora da fare’

Il Consiglio federale ha chiesto ai partner contrattuali di presentare una nuova versione che rispetti la neutralità dei costi

Ats, a cura de laRegione
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Depositphotos

Per quanto riguarda il nuovo tariffario medico (Tardoc) per le prestazioni mediche ambulatoriali, sono stati fatti progressi importanti dall’estate scorsa, ma non ancora sufficienti. È quanto pensa il Consiglio federale che ha chiesto oggi ai partner contrattuali di presentare una nuova versione del Tardoc entro la fine del 2023 che rispetti la neutralità dei costi, criterio imprescindibile per la sua approvazione.

Nel giugno 2021, il governo aveva rinviato al mittente il Tardoc suscitando la risposta piccata dei partner tariffali curafutura, Fmh – ossia la federazione dei medici svizzeri – e la commissione delle tariffe mediche (Ctm). L’esecutivo sosteneva che la struttura tariffale, elaborata da curafutura e Fmh, presentasse gravi vizi materiali e non garantisse la neutralità dei costi.

Progressi non sufficienti

Oggi ancora uno stop, anche se, come ha ricordato davanti ai media il ministro della Sanità Alain Berset, sono stati fatti grandi progressi dal dicembre scorso, quando è stata inoltrata la seconda versione. Tuttavia, seppur consapevole del grande lavoro svolto, per il quale Berset ha ringraziato sia i partner tariffali sia l’amministrazione, il Consiglio federale ha deciso di rinviare – "una decisione non facile" ha precisato il "ministro" friburghese – ancora una volta la sua approvazione soprattutto per le lacune a livello di neutralità dei costi.

Si tratta di un elemento fondamentale che va rispettato poiché iscritto nella legge, ha spiegato il consigliere federale socialista. Ciò che vogliamo evitare, ha spiegato Berset, è un forte aumento dei costi che avrà senz’altro ripercussioni sui costi sanitari e, in ultima analisi, sui premi dell’assicurazione malattia.

Viste le condizioni attuali, pur ritenendo che Tardoc costituisca una base valida per un nuovo tariffario per singola prestazione, il Consiglio federale ha deciso di rinviare l’approvazione precisando però le condizioni necessarie per l’approvazione nella lettera che ha inviato ai partner dell’organizzazione tariffale, ha aggiunto Berset.

Il governo chiede a questi ultimi di dimostrare, sulla base della struttura tariffale Tardoc, in una nuova versione da presentare entro la fine del 2023, come sia garantita la neutralità dei costi. Dovrà anche essere presentato un monitoraggio a lungo termine del Tardoc.

Per garantire un lavoro congiunto e un’attuazione rapida di questi requisiti, il modello di neutralità dei costi rimarrà in vigore finché l’esecutivo non avrà constatato la correzione delle lacune sostanziali e approvato le tariffe forfettarie per le prestazioni mediche ambulatoriali, ha concluso Berset.

Tariffario obsoleto

È da anni, come ha ricordato lo stesso Berset ai media, che si sta lavorando al nuovo tariffario medico che dovrà sostituire il Tarmed, considerato ormai obsoleto. Al momento si stanno discutendo due opzioni per il suo successore. Il Tardoc e un sistema forfettario come esiste nel settore ospedaliero.

Il Tarmed vale circa 12 miliardi di franchi all’anno. Assegna un numero di punti a ogni intervento di carattere medico, tenendo conto del tempo necessario per il trattamento, del grado di difficoltà e dell’infrastruttura. Esistono oltre 4’600 posizioni diverse.

Il costo di una consulenza viene calcolato sommando i punti e moltiplicandoli per il valore del punto. Quest’ultimo varia da cantone a cantone e anche all’interno dello stesso cantone. Nel 2014 il Consiglio federale era già intervenuto per abbassare la tariffa di alcune prestazioni tecniche a favore di quelle intellettuali. Introdotto nel 2004 e adattato più volte, l’attuale tariffario non consente più di remunerare i servizi in base all’attuale livello della medicina, della tecnologia medica e dei costi del personale.

Punto o forfait?

Le proposte sul tavolo per sciogliere questo nodo gordiano sono due. Curafutura, che comprende Css, Helsana, Sanitas e Kpt, la Federazione dei medici svizzeri (Fmh) e Swica difendono il Tardoc. Gli ospedali svizzeri H+ e Santésuisse, che includono Groupe Mutuel, Assura, Visana, Concordia, Atupri, Sympani e Ökk, cioè poco meno del 60% degli assicurati, prediligono un sistema con tariffe a forfait, come quelle esistenti nel settore ospedaliero.

Il Tardoc rappresenta un aggiornamento del Tarmed. Dal Tardoc sono state eliminate alcune prestazioni non più considerate necessarie e ne sono state aggiunte di nuove. Il numero di posizioni è stato ridotto da 4’600 a 2’630. La remunerazione degli ospedali pediatrici, degli ospedali in generale, dei pediatri, degli psichiatri e dei medici di base dovrebbero subire un aumento. Gli specialisti subirebbero una diminuzione di circa il 2%.

Una prima versione del Tardoc era stata presentata al Consiglio federale nel 2019, seguita da altre tre. Ma Santésuisse e H+ non hanno firmato l’accordo tariffario. Alla fine del 2021, il Consiglio federale aveva quindi rinviato il dossier ai partner tariffali, chiedendo loro di trovare una soluzione comune, specie con H+, ossia gli ospedali, attori di primo piano della sanità.

In effetti, H+ e Santésuisse sostengono un sistema forfettario. A loro parere è necessario definire un prezzo fisso per ogni tipo di trattamento, come ad esempio un’operazione alla cataratta. Il Consiglio federale ha ricevuto una prima bozza nel dicembre 2021 contenente circa 200 posizioni.

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