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02.06.2022 - 12:40
Aggiornamento: 14:11

Elettricità: aumento prezzi nel 2023, rischio penurie in inverno

Lo ha annunciato oggi la Commissione federale dell’energia elettrica dopo aver condotto un sondaggio presso varie aziende fornitrici

Ats, a cura de laRegione
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Depositphotos

Il prossimo anno i prezzi dell’elettricità aumenteranno in modo significativo per molti fornitori. Permangono inoltre incertezze sulla sicurezza dell’approvvigionamento per il prossimo inverno. Lo ha annunciato oggi in conferenza stampa a Berna la Commissione federale dell’energia elettrica (ElCom) dopo aver condotto un sondaggio presso 613 aziende fornitrici di energia, ottenendo risposte da 172.

I risultati mostrano che gran parte degli operatori di rete applicheranno prezzi più alti di circa il 47% in media nel prossimo anno. Questo aumento interesserà sia i grandi consumatori che le famiglie.

Per un’economia domestica con cinque locali e un consumo annuo medio di 4’500 chilowattora il prezzo dell’elettricità aumenterà da circa 21 centesimi per chilowattora nel 2022 a poco meno di 25 centesimi per chilowattora nel 2023, ossia in costi supplementari pari a circa 180 franchi l’anno.

Le aziende con un consumo annuo di 150’000 chilowattora devono mettere in conto costi supplementari pari a circa 6’000 franchi (Iva esclusa). In singoli casi le differenze possono tuttavia essere anche maggiori. I prezzi definitivi saranno presentati dai fornitori entro la fine di agosto alla ElCom, che li renderà pubblici all’inizio di settembre.

La Commissione ha pure sottolineato che, nell’ambito del quadro normativo e regolatorio vigente, le aziende di approvvigionamento elettrico hanno la possibilità di adottare misure su base volontaria per mitigare l’aumento dei prezzi.

Incertezze per il prossimo inverno

Per la sicurezza di approvvigionamento del prossimo inverno sussistono diverse incertezze. Sono importanti non solo la disponibilità della produzione di energia nucleare indigena, ma soprattutto anche la capacità di esportazione dei Paesi limitrofi.

A causa della prevista scarsa disponibilità delle centrali nucleari francesi anche nei prossimi mesi invernali, è probabile che il volume delle importazioni dalla Francia sarà molto minore.

Il fabbisogno strutturale di importazioni della Svizzera, pari a circa quattro terawattora nel semestre invernale, con ogni probabilità dovrà quindi essere coperto principalmente con importazioni da Germania, Austria e Italia. La capacità di esportazione di questi Paesi dipende però a sua volta fortemente dalla disponibilità di combustibili fossili.

D’altra parte, sull’altro piatto della bilancia, la buona disponibilità di centrali nucleari svizzere e il basso consumo da parte dell’industria in un contesto di prezzi sempre elevati sono fattori che favoriscono la sicurezza dell’approvvigionamento, ha rilevato ElCom.

In vista del prossimo inverno sono stati avviati anche i lavori preliminari per garantire per la prima volta, oltre all’acquisto anticipato di energia di regolazione, anche una riserva idroelettrica.

Invasione russa dell’Ucraina

I prezzi dell’elettricità all’ingrosso hanno subito un aumento senza precedenti dall’agosto 2021. Quelli del gas, saliti drasticamente in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, sono la causa principale degli attuali incrementi in Europa e quindi anche in Svizzera.

Un eventuale aumento delle tariffe non dipende solo dall’andamento dei prezzi di mercato, ma anche dalle strategie di approvvigionamento e dai portafogli di produzione delle aziende fornitrici, ha sottolineato ancora ElCom.

In generale, quanto maggiore è la quota di produzione propria di un’impresa di fornitura e quanto maggiore è la quota di energia acquistata sul mercato a lungo termine, tanto minore sarà l’aumento dei prezzi dell’energia.

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