31.05.2022 - 18:27
Aggiornamento: 19:02

Uccise l’amico sotto l’effetto di droghe, confermati 12 anni

Anche la seconda istanza ha condannato l’uomo. I fatti erano avvenuti nel 2014 in una villa a Küsnacht (Zh)

Ats, a cura de laRegione
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Keystone

Svolta alla revisione del processo a un 37enne che a fine dicembre 2014, sotto gli effetti di un potente mix di cocaina e ketamina, uccise un suo amico di 23 anni a Küsnacht, sulla "costa dorata" del lago di Zurigo. Anche la seconda istanza lo ha condannato oggi a 12 anni per omicidio intenzionale e violenza carnale nei confronti dell’ex fidanzata.

Alla revisione del processo si è arrivati dopo che il Tribunale federale, un anno fa, ha annullato la precedente sentenza di secondo grado, rimandando il caso davanti al Tribunale cantonale zurighese.

Nel 2018, l’imputato era già stato condannato in primo grado a 12 anni e mezzo di detenzione, ma un anno più tardi la Corte d’appello aveva ridotto la pena a tre anni e ordinato un trattamento psichiatrico stazionario, dopo essere arrivata alla conclusione che il 37enne avrebbe commesso il delitto in una condizione di scemata imputabilità da lui stesso provocata.

Due anni fa lo stesso tribunale aveva pure assolto l’imputato – soprannominato dalla stampa zurighese il "figlio di galleristi" – dall’accusa di violenza carnale nei confronti della sua ex fidanzata, per fatti avvenuti in un hotel di Londra due mesi prima della morte dell’amico.

Il nodo da risolvere nell’intera vicenda è stata proprio la questione della scemata imputabilità. Il delitto risale al mattino del 30 dicembre 2014 ed è avvenuto in una villa di Küsnacht, dove l’uomo si trovava da solo con un amico.

In base all’atto d’accusa, l’imputato colpì la vittima con diversi oggetti, tra cui un pesante candelabro e una statua d’oro di quasi due chilogrammi, per poi infilargli una candela nella gola e strangolarlo a mani nude.

Il tutto dopo aver consumato ingenti quantità di cocaina e di ketamina, un farmaco anestetico che a determinati dosaggi agisce come un potente psichedelico. In un interrogatorio seguito all’arresto, il giovane disse di avere scambiato l’amico per un alieno verde e di essersi difeso perché si sentiva minacciato.

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