30.05.2022 - 11:48
Aggiornamento: 14:59

Lanciata la mobilitazione per lo sciopero delle donne

Quattro sindacaliste hanno espresso la loro frustrazione in Piazza federale a Berna, chiedendo una reale parità e un maggiore rispetto per il loro lavoro

Ats, a cura de laRegione
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archivio Keystone

L’Unione sindacale svizzera (Uss) ha lanciato oggi la mobilitazione in vista dello sciopero delle donne del 14 giugno. Quattro donne sindacaliste hanno espresso la loro frustrazione in Piazza federale a Berna, chiedendo una reale parità e un maggiore rispetto per il loro lavoro.

Le rappresentanti dell’Uss hanno in particolare sottolineato che non c’è stato "quasi nessun progresso" dallo sciopero delle donne del 2019, secondo un comunicato dell’Unione sindacale svizzera. Al contrario, la discriminazione salariale tra donne e uomini persiste e il divario di rendita resta "scioccante".

Cinquant’anni fa, quando le donne ottennero finalmente il diritto di voto, fu loro promesso che all’età della pensione avrebbero potuto vivere dell’Avs. Una promessa tuttora non mantenuta, viene puntualizzato.

Un terzo di rendita in meno

"Noi donne riceviamo in media un terzo di rendita in meno", ha affermato Ursula Mattmann, pensionata. Tuttavia, con l’Avs21 il Parlamento ha votato per "smantellare le pensioni" a spese delle donne. La riforma sarà sottoposta al popolo il 25 settembre.

All’inizio della sua carriera professionale, anche Elena Marti, maestra di asilo, è delusa: "Le donne continuano a guadagnare troppo poco e ad avere condizioni di lavoro mediocri", ha sottolineato.

Marie-Odile Heim, infermiera, denuncia i suoi orari di lavoro irregolari e lo stress fisico della sua professione. "A ciò si aggiunge la maggior parte del lavoro di assistenza non retribuito. Molte donne sono già esauste all’età di 60 anni. È impossibile continuare fino a 65 o addirittura 66 o 67 anni", ha affermato.

Il solo pensiero dei progetti di "smantellamento sociale" in discussione in Parlamento fa andare su tutte le furie Clotilde Pinto, una commessa: "Le nostre rendite sono già troppo basse oggi! Il pensionamento anticipato è un lusso che non possiamo permetterci come i nostri capi. I tagli alle rendite previsti sono un vero e proprio affronto alle donne".

Chieste rendite sufficienti per vivere

Il 14 giugno le donne chiederanno rendite sufficienti per vivere invece dell’aumento per loro dell’età pensionabile da 64 a 65 anni. È giunto il momento di una vera uguaglianza, in termini di salari e di lavoro non retribuito, afferma l’Uss.

Azioni e manifestazioni a sostegno di queste rivendicazioni sono previste in tutta la Svizzera.

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