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24.05.2022 - 16:42
Aggiornamento: 17:03

Luce verde al salvagente per le società elettriche

La maggioranza della commissione sposa il piano elaborato dal governo per sostenere le grandi aziende. Con lievi correttivi

Ats, a cura de laRegione
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Ti-Press
Il progetto convince

I fornitori di elettricità devono essere in grado di acquistarla in qualsiasi momento, anche in caso di estremo e improvviso aumento dei prezzi. A pensarlo è la Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia degli Stati (Capte-S), che sostiene il meccanismo di salvataggio per questo settore concepito dal governo. Tuttavia, vorrebbe che la cerchia dei beneficiari venisse ampliata.

Non vi sono dubbi che un tale meccanismo sia necessario: i prezzi dell’elettricità sono infatti ai massimi storici, anche a causa del conflitto in Ucraina.

Le aziende che operano in questo campo devono fornire temporaneamente importanti somme di denaro per garantire le loro transazioni. Se i prezzi continuassero a salire, rischierebbero di non poter più raccogliere i fondi necessari e di rimanere senza liquidità, è il timore della commissione. E uno scenario simile metterebbe in pericolo la sicurezza dell’approvvigionamento.

Per evitare ciò, settimana scorsa il Consiglio federale aveva trasmesso al parlamento il messaggio concernente una legge urgente per il salvataggio delle aziende elettriche di rilevanza sistemica in caso di crisi. Grazie ai 10 miliardi di franchi che verrebbero messi sul piatto, fornirebbe alle società liquidità sotto forma di prestiti entro poche ore. Tale aiuto finanziario sarà sussidiario. Le imprese dovranno prima prendere ogni ragionevole provvedimento per risolvere da sole i loro problemi di liquidità.

L’esecutivo, oltre a un tasso d’interesse conforme al mercato, ha deciso che la Confederazione riscuoterà un supplemento di rischio compreso tra il 4 e il 10%. Questa condizione è stata fissata allo scopo di stimolare le aziende a fare tutto il possibile per ottenere finanziamenti dai loro proprietari e dalle banche, in modo da ricorrere al sostegno di Berna solo in casi di estrema emergenza.

Pur approvandolo nel suo insieme per sei voti a uno (due astenuti), la Capte-S ha modificato il progetto in qualche punto. In particolare vuole allargare la cerchia dei beneficiari degli aiuti, attualmente limitata ad Alpiq, Axpo e BKW. A esse la commissione vorrebbe aggiungere le aziende di importanza sistemica per la loro rilevanza regionale, per il loro mandato di servizio universale e per la loro produzione propria.

Inoltre, la concessione di prestiti non dovrebbe influire sugli obblighi delle aziende nei confronti di Cantoni e Comuni, come nel caso delle concessioni o dei canoni per i diritti d’acqua.

Una minoranza avrebbe invece preferito rispedire il progetto di legge al governo, in quanto convinta che il meccanismo, nella sua forma attuale, metta troppo l’accento sul salvataggio delle singole imprese. A suo avviso, l’obiettivo principale del progetto dovrebbe essere quello di assicurare un approvvigionamento sicuro di energia elettrica. Le società interessate andrebbero sottoposte a una procedura di risanamento.

Il dossier verrà ora affrontato dal Consiglio degli Stati nell’ormai imminente sessione estiva, al via lunedì prossimo. Contrariamente agli auspici del governo però, non si potranno finire i lavori parlamentari sul tema in questa tornata parlamentare. Finché la legge non sarà approvata, il Consiglio federale dovrà quindi all’occorrenza ricorrere al diritto di necessità per garantire al Paese le forniture di elettricità.

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