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Il polverone si era alzato nel 2018
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12.05.2022 - 13:43
Aggiornamento : 14:24

Indagini su AutoPostale, tutto da rifare

Per il Tribunale federale, la nomina dei giudici esterni incaricati di far luce sulle sovvenzioni ottenute illegalmente non aveva basi giuridiche

Ats, a cura de laRegione

L’Ufficio federale di polizia (Fedpol) deve rifare le indagini condotte da responsabili esterni nel procedimento contro gli ex quadri di AutoPostale per le sovvenzioni ottenute illegalmente. La nomina del 2018 di tali giudici non aveva infatti la base giuridica formale. Lo ha stabilito il Tribunale federale (Tf), che ha così confermato la decisione delle istanze precedenti.

Alla fine di maggio del 2021 il Tribunale cantonale di Berna non era entrato in materia su un ricorso contro la decisione del Tribunale penale economico bernese, che nel dicembre precedente aveva rinviato al Ministero pubblico il procedimento a causa di un vizio procedurale: la nomina da parte di Fedpol dell’ex giudice federale Hans Mathys e del giudice cantonale Pierre Cornu, per guidare l’inchiesta esterna, non disponeva, secondo la corte, di una base giuridica formale.

Dopo la decisione del Tribunale cantonale, la polizia federale aveva deciso di ricorrere al Tf, al fine di avere una giurisprudenza sulla questione dell’impiego di un responsabile d’indagine da parte di un’autorità federale in un procedimento penale amministrativo.

Con una sentenza pubblicata oggi, la Corte suprema con sede a Losanna nota che, come stabilito dai tribunali di grado inferiore, avrebbe dovuto essere l’amministrazione a condurre il procedimento penale amministrativo contro sei responsabili di AutoPostale, anziché i giudici inquirenti investigatori esterni.

Le indagini compiute o direttamente ordinate da Mathys e Cornu devono quindi essere eliminate dai dossier. Per Fedpol ciò significa che essa deve ripetere parti significative dell’indagine penale. Un fatto che comporta un prolungamento e un aumento dei costi, tuttavia ciò non mette in discussione la prosecuzione del procedimento, scrive il Tf.

Pur non escludendo che la raccolta delle prove possa di conseguenza indebolirsi, i giudici supremi sottolineano che ciò non obbliga la Fedpol a interrompere il procedimento o a limitarsi a emettere semplicemente dei decreti d’accusa. Inoltre, è ancora possibile che la polizia federale possa far valere l’utilizzabilità delle prove raccolte da Mathys e Cornu in ulteriori procedimenti giudiziari.

La Corte Suprema non considera un ostacolo nemmeno l’imminente prescrizione dei reati nel 2024. Emanuel Lauber e Sascha Pollace (entrambi già inquirenti presso l’Amministrazione federale delle contribuzioni), i nuovi responsabili nominati dalla Fedpol nella ripresa del procedimento penale amministrativo, hanno potuto attingere a molte conoscenze basilari precedenti. E diverse prove raccolte dalla Fedpol, che non sono state intaccate dalla nullità.

Il Tf non addebiterà le spese processuali del caso. Concede invece ai sei imputati un risarcimento di 4’000 franchi ciascuno, attingendo dalla cassa federale. La Corte suprema critica poi i loro avvocati per degli onorari in parte "nettamente eccessivi". I legali conoscono tutti molto bene il caso e non hanno dovuto dedicare molto tempo alle 15 pagine di denuncia. Inoltre le questioni legali sollevate non sono molto complesse.

Il caso era scoppiato nel 2018 durante una regolare revisione da parte dell’Ufficio federale dei trasporti (Uft), che ha scoperto che tra il 2007 e il 2015 AutoPostale ha realizzato profitti nel traffico passeggeri regionale sovvenzionato, trasferendoli poi ad altri settori. Fedpol aveva presentato una denuncia contro ex dirigenti di AutoPostale, accusati di aver sfruttato la loro posizione per ingannare l’Uft sui profitti effettivi dell’azienda, al fine di evitare riduzioni delle sovvenzioni negli anni seguenti.

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