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25.04.2022 - 15:07
Aggiornamento: 15:35

Provenienza del legno, in pochi hanno dichiarato correttamente

Solo il 16 per cento delle aziende controllate ha indicato adeguatamente il tipo e l’origine del materiale usato per costruzioni o produzione di mobili

Ats, a cura de laRegione
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Keystone

Ci sono ancora problemi circa la corretta dichiarazione (tipo e provenienza) del legno utilizzato nelle costruzioni o per la fabbricazione di mobili: l’anno scorso, stando a una nota odierna dell’Ufficio federale del consumo (Ufdc), da 108 controlli eseguiti è emerso che solo il 16% delle aziende controllate ha effettuato correttamente la dichiarazione. L’anno precedente era invece il 30%.

Alcune giuste solo in parte

Nel 32% dei casi le dichiarazioni risultano corrette solo in parte (2020: 34%). Nella metà delle imprese ispezionate nessuna dichiarazione è risultata completa e assolutamente corretta (2020: 37%).

Nel 23% dei casi (2020: 28%) mancavano sia la dichiarazione del tipo di legno sia quella relativa all’origine. Il 16% delle aziende (2020: 3%) ha omesso solo l’indicazione del nome scientifico del legno, ma per il resto ha dichiarato tutto correttamente.

Errori prontamente corretti

La buona cooperazione con le aziende ha fatto sì che le dichiarazioni errate siano state prontamente corrette. Solo in un caso l’Ufdc ha dovuto disporre la rettifica della dichiarazione mediante una decisione formale.

Controlli effettuati maggiormente in piccole imprese

In merito alla correttezza delle dichiarazioni, le autorità spiegano i peggiori risultati per il 2021, rispetto all’anno precedente, col fatto che i controlli si sono concentrati maggiormente sulle piccole imprese come falegnamerie e carpenterie, dove si riscontrano molti casi di inadempienza.

Fra i rivenditori di mobili, i negozi di arredamento e i negozi di bricolage le fluttuazioni dei prezzi del legno (aumentati moltissimo nel 2021) hanno determinato un maggiore numero di rietichettature, il che può costituire un’ulteriore fonte di errore.

Una terza ragione potrebbe riguardare le aree geografiche scelte: nel 2021 sono state ispezionate più regioni dove finora erano stati eseguiti meno controlli. Infine, non bisogna dimenticare che nel 2021 le aziende hanno dovuto far fronte, come onere supplementare, agli effetti della pandemia.

Campagna di sensibilizzazione nel 2022

Nel 2022 l’Ufficio federale del consumo condurrà una campagna di sensibilizzazione nel settore della falegnameria e della carpenteria, dove è stata riscontrata una scarsa conoscenza delle norme sulla dichiarazione del legno. Nel dicembre scorso, le varie associazioni professionali interessate sono state informate che l’eventuale violazione dell’obbligo di dichiarazione riscontrata durante un controllo avrebbe comportato un procedimento penale amministrativo. L’Ufdc conta su questo deterrente per un maggior rispetto degli obblighi legali.

L’ordinanza sulla dichiarazione concernente il legno e i prodotti del legno, in vigore dal 2012, stabilisce che al momento della consegna del prodotto i consumatori siano informati sul tipo e sull’origine del legno. L’obbligo si applica al legname in tronchi, a quello grezzo e ad alcuni prodotti in legno massiccio, nonché alla carbonella.

Dall’inizio di quest’anno, poi, sono entrate in vigore la modifica della legge sulla protezione dell’ambiente, riguardante il divieto di commercializzare legno e prodotti da esso derivati di provenienza illegale, e la nuova ordinanza sul commercio di legno. L’esecuzione delle nuove disposizioni è principalmente di competenza dell’Ufficio federale dell’ambiente. Per quanto riguarda invece la prima messa in commercio di legno proveniente dalla Svizzera la competenza è dei Cantoni.

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