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Conti chiusi con un attivo di 274’000 franchi nel 2021
05.04.2022 - 15:01
Aggiornamento: 17:34
Ats, a cura de laRegione

Dopo il rosso vivo del 2020, la Ferrovia retica risale la china

Sebbene la pandemia abbia pesato parecchio anche sui risultati del 2021, la società grigionese vede la luce in fondo al tunnel

Dopo aver lasciato tracce profonde sui conti del 2020 della Ferrovia retica, la pandemia ha continuato a pesare anche sui risultati del 2021 della società grigionese. Tuttavia, ci sono stati segni di una "leggera ripresa". I conti si sono chiusi con un utile di 274’000 franchi a fronte di una perdita di 6,9 milioni di franchi nel 2020.

La leggera ripresa del traffico passeggeri, così come i risultati positivi nel trasporto di auto e merci e gli aiuti finanziari Covid-19 hanno permesso di realizzare un piccolo profitto.

Le prospettive per il 2022 "restano ancora incerte a causa dell’attuale situazione politica ed economica", sottolinea la compagnia ferroviaria. È difficile prevedere l’impatto della guerra in Ucraina sul comportamento dei passeggeri. La situazione finanziaria "rimane tesa e continua a richiedere molta attenzione".

Le entrate del traffico passeggeri (69,604 milioni di franchi) sono state leggermente superiori a quelle del 2020 (68,568 milioni di franchi), ma del 30% inferiori all’anno record del 2019. Senza la copertura del deficit della Confederazione e del cantone dei Grigioni, la perdita ammonta a 16 milioni di franchi. Il tasso di copertura dei costi ha raggiunto il suo livello più basso con il 42,3% (45,1% nel 2020 e 60,3% nel 2019).

Nel 2021, i caratteristici vagoni rossi della Ferrovia retica hanno trasportato il 14% di auto in più rispetto al 2019. Questo settore ha realizzato un piccolo utile di 300’000 franchi grazie al sostegno della Confederazione e del Cantone. Il traffico merci è stato poco toccato dalla pandemia. Il tasso di copertura dei costi è stato del 67,2%.

Nel settore dell’infrastruttura, Ferrovia retica ha realizzato un risultato positivo di 800’000 franchi grazie alla riduzione dei costi di manutenzione e alle maggiori entrate legate ai diritti delle tracce. Le attività accessorie hanno registrato una perdita di 1,1 milioni di franchi, in parte a seguito della cancellazione di corse speciali storiche a causa della pandemia.

Gli investimenti sono ammontati a 361 milioni di franchi (415,4 milioni nel 2020). Si tratta in particolare dell’acquisizione di nuovi elettrotreni Capricorn.

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