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30.03.2022 - 14:30
Aggiornamento: 16:30
Ats, a cura de laRegione

Da venerdì 1° aprile stop all’isolamento e alle mascherine

Il Consiglio federale ha deciso la revoca delle ultime misure e la fine della situazione particolare. Restano le strutture di vigilanza e vaccinazione

Da venerdì si torna alla normalità: niente più isolamento per le persone testate positive al coronavirus e stop all’uso obbligatorio di mascherine nei trasporti pubblici e nelle strutture sanitarie. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, levando le ultime misure e decretando così la fine della situazione particolare che era in vigore da giugno 2020.

La responsabilità principale delle misure di protezione della popolazione è ora di nuovo nelle mani dei cantoni, come previsto dalla legge sulle epidemie, ha dichiarato oggi davanti ai media il consigliere federale Alain Berset. La Confederazione ha ora elaborato un documento di base, posto in consultazione fino al prossimo 22 aprile, che definisce gli obiettivi e la distribuzione dei compiti in questa fase di transizione.

I cantoni, ad esempio, potranno decidere se nelle strutture sanitarie sarà ancora necessario indossare la mascherina, ha spiegato Berset rispondendo alle domande dei giornalisti. Inoltre, coloro che presentano sintomi potranno ancora essere testati e i costi dei test saranno ancora coperti dalla Confederazione.

Il consigliere federale ha poi chiesto ai datori di lavoro di mostrare "una certa flessibilità" in merito ai certificati di malattia che potrebbero essere presentati da persone che sono testate positive ma che da venerdì non saranno tenute a isolarsi.

"La fase acuta della crisi è finita"

Il virus SARS-CoV-2 probabilmente non sparirà e bisognerà attendersi nuove ondate stagionali anche in futuro. Tuttavia, sebbene non sia possibile prevedere con certezza come evolverà la pandemia, "è poco probabile che nei prossimi mesi la salute pubblica corra gravi rischi", ha sottolineato il "ministro" della sanità.

"Il momento di tornare alla situazione normale è arrivato", ha aggiunto il friburghese, ricordando che già a metà febbraio era stata ventilata - a meno di clamorosi dietrofront - la fine di tutte le misure entro fine marzo. In quell’occasione erano state revocate la maggior parte delle restrizioni e da allora la situazione epidemiologica non si è deteriorata. "La fase acuta della crisi è finita", ha ribadito il capo del Dipartimento federale dell’interno (DFI). Secondo quest’ultimo, non è più previsto un nuovo ritorno alla situazione particolare in futuro.

Sul chi vive fino alla prossima primavera

La Confederazione e i cantoni prevedono una fase di transizione fino alla primavera del 2023, durante la quale saranno necessarie un’alta vigilanza e una rapida capacità di reagire, ha spiegato Berset. "Questo - ha poi aggiunto - è il momento giusto per farlo. Non vogliamo sorprese quest’autunno su chi deve fare cosa". Dovranno pertanto essere mantenute le strutture, in particolare per i test, le vaccinazioni, il tracciamento dei contatti, la sorveglianza e l’obbligo di notifica da parte degli ospedali.

Il Consiglio federale oggi ha deciso anche diversi adeguamenti nell’ordinanza 3 COVID-19. Tra questi, la sospensione dell’assunzione dei costi di test ripetuti per i campi e le colonie di vacanza e l’agevolazione dell’accesso a medicamenti per determinate persone gravemente immunosoppresse.

L’applicazione SwissCovid - invero mai veramente decollata, n.d.r - è stata disattivata temporaneamente. Tuttavia, il suo funzionamento può essere ripreso rapidamente "qualora la situazione epidemiologica lo richiedesse". I dati degli utenti registrati nei sistemi della Confederazione saranno in ogni caso cancellati.

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