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Una serie di correttivi al fine di non trovarsi confrontati con problemi di approvvigionamento
30.03.2022 - 12:50
Aggiornamento: 20:05

Solide basi per un approvvigionamento elettrico garantito

Dagli ambienti economici una serie di proposte per evitare che la Svizzera si ritrovi confrontata con carenze, altrimenti possibili già nel 2025

Ats, a cura de laRegione

La penuria di elettricità è in cima alle preoccupazioni, con la guerra in Ucraina che ha evidenziato la vulnerabilità della Svizzera in materia di approvvigionamento. Il Paese potrebbe registrare delle carenze già nel 2025, secondo gli ambienti economici. Questi ultimi, per evitare un tale scenario, propongono quindi cinque pilastri fondamentali e adattamenti concreti del decreto concernente la revisione della legge sull’approvvigionamento elettrico e di quella sull’energia.

«Una penuria di elettricità sarebbe un disastro», ha detto in una conferenza stampa oggi a Berna Christoph Mäder, presidente di economiesuisse. «Farebbe sprofondare le famiglie nella povertà energetica e provocherebbe enormi danni economici».

L’organizzazione di categoria ritiene che una delle ragioni principali di tale rischio sia la transizione verso una società e un’economia ‘zero emissioni nette’ entro il 2050. «Con ogni centrale nucleare disattivata, si accentua il rischio di strozzature».

Aprire il mercato

Per evitare una tale situazione, economiesuisse, scienceindustries – organizzazione che rappresenta le industrie farmaceutiche e chimiche – e Swissmem – associazione dell’industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica elvetica – vogliono rivedere le modalità di approvvigionamento. In particolare, propongono un’apertura completa del mercato «per permettere una fornitura digitalizzata e decentralizzata di elettricità».

Nel dettaglio, le tre associazioni vogliono agire su cinque punti. Chiedono di fissare una soglia d’intervento in termini di volumi d’importazione in inverno, quando il rischio di penuria è maggiore. Propongono di stabilire questa soglia a 10 TWh. Negli ultimi anni la media è stata di circa 4 TWh.

Vogliono anche dare priorità alla sicurezza dell’approvvigionamento rispetto alla protezione del clima e preparare l’integrazione nel mercato dell’elettricità dell’Unione europea (Ue). Infine, gli ambienti economici vogliono limitare i costi aggiuntivi e fissare obiettivi di incentivazione per le aziende.

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