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15.03.2022 - 09:10
Aggiornamento: 16:46

Via libera all’acquisto di farmaci anti-Covid

Sì del Consiglio nazionale all’aggiunta al preventivo 2022 della Confederazione. Cento milioni di franchi per medicamenti per immunodepressi

Ats, a cura de laRegione
via-libera-all-acquisto-di-farmaci-anti-covid
Keystone
Ueli Maurer

Via libera alla prima aggiunta al preventivo 2022 della Confederazione. Oggi il Consiglio nazionale ha eliminato l’ultima divergenza che l’opponeva agli Stati e che concerneva lo sblocco – approvato - di fondi supplementari per acquistare medicamenti anti-Covid. La decisione è stata presa con 100 voti favorevoli, 62 contrari e 16 astenuti.

Tale supplemento, che non figurava nel messaggio del Consiglio federale, era stato inserito nel progetto dal Consiglio degli Stati. Concretamente si tratta di mettere a disposizione 100 milioni di franchi per riservare e acquistare medicamenti contro il Covid-19 per le persone immunodepresse.

Il consigliere federale Ueli Maurer ha da parte sua spiegato che il governo ha già formalmente deciso di chiedere questi 100 milioni nella seconda aggiunta al preventivo. L’esecutivo non sarebbe comunque dispiaciuto se le Camere dovessero sbloccare questi fondi già oggi, ha aggiunto il ministro delle Finanze.

Contrariamente alla documentazione ricevuta la settimana scorsa, ieri sera durante la seduta della commissione l’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) ha indicato che c’è una certa urgenza, ha sottolineato il suo relatore Heinz Siegenthaler (Centro/Be). Sbloccando oggi questi fondi si potrebbero concludere contratti per la fornitura di farmaci già adesso, ha aggiunto Siegenthaler. Per questo motivo, pur criticando la procedura, la commissione ha deciso di approvare il credito aggiuntivo, ha detto Siegenthaler.

In diversi si sono rifiutati di approvare una somma così importante senza un esplicito messaggio governativo. «Non mettiamo in dubbio la necessità del credito ma pensiamo che bisognerebbe discutere a fondo i dettagli – ha denunciato Lars Guggisberg (Udc/Be) –. Lo dobbiamo al contribuente».

«Non è perché c’è scritto ‘Covid-19’ che si può spendere centinaia di milioni senza riflettere», ha sostenuto Guggisberg chiedendosi perché non si possa aspettare la sessione estiva. Insomma, per il bernese «non è un modo di fare accettabile».

Nelle sedute precedenti, Consiglio nazionale e degli Stati si erano già messi d’accordo sullo stanziamento, quale prima aggiunta al preventivo 2022, di 3,4 miliardi di franchi per contrastare le ripercussioni negative della pandemia.

Tale supplemento, prevede tre crediti che riguardano rispettivamente l’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus (1,7 miliardi), la partecipazione della Confederazione agli aiuti per i cosiddetti casi di rigore (900 milioni) e il contributo federale all’assicurazione contro la disoccupazione per le indennità per lavoro ridotto (800 milioni). Tutti gli aumenti vengono chiesti come fabbisogno finanziario eccezionale.

Il dossier è definitivamente adottato.

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