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08.03.2022 - 17:51
Aggiornamento: 10.03.2022 - 16:08
Ats, a cura de laRegione

Processo Vincenz: accuse ‘senza senso’ per i difensori

Con i patrocinatori dei fondatori di Investnet si sono chiuse le arringhe. Domani la parola passa al Ministero pubblico

Anche i difensori di due coimputati al processo che vede alla sbarra l’ex Ceo di Raiffeisen Pierin Vincenz hanno respinto oggi le accuse di favoreggiamento in truffa e corruzione attiva, definendo «senza senso» l’impianto accusatorio. Gli ultimi due avvocati che, alla ripresa del processo dopo un mese di pausa, hanno tenuto la loro arringa sono i legali dei fondatori di Investnet, società di ‘private equity’ attraverso il cui rilevamento Raiffeisen si è vista costretta ad ammortizzare 100 milioni di franchi.

«L’accusa vuole semplicemente far passare la sua assurda tesi», ha detto uno degli avvocati. Il suo assistito aveva informato Raiffeisen che il socio in affari di Vincenz, Beat Stocker, aveva una partecipazione in Investnet. Non poteva però sapere che anche Pierin Vincenz fosse coinvolto, perché a Stocker era stato vietato di cedere i suoi diritti a terzi, ha detto l’avvocato.

Le trattative erano inoltre state condotte da team di Raiffeisen che hanno potuto studiare i contratti. Vincenz non poteva prendere decisioni da solo, e per questo motivo non avrebbe avuto alcun senso versargli tangenti, ha aggiunto il difensore.

Poiché il suo cliente soffre da due anni di una malattia neurologica irreversibile, il difensore di un coimputato 68enne ha chiesto l’interruzione del procedimento per motivi di salute. E in caso contrario, un’assoluzione per mancanza di prove e un adeguato risarcimento. Il proscioglimento da tutte le accuse è stato richiesto anche dal difensore del 51enne cofondatore di Investnet.

Il processo è arrivato oggi al sesto giorno di udienze, dopo che tra la fine di gennaio e inizio febbraio erano stati chiamati a deporre il 65enne Pierin Vincenz, il 61enne Beat Stocker e cinque coimputati.

Domani il Ministero pubblico avrà modo di rispondere alle arringhe dei difensori. Tra due settimane sono in programma altri due giorni di udienze, l’ultima il 22 marzo. Ancora non è chiaro quando sarà pronunciata la sentenza.

Il Ministero pubblico rimprovera a Vincenz e a Stocker – i due imputati principali accusati in particolare di truffa per mestiere e appropriazione indebita – di aver realizzato profitti illegali (9 milioni per Vincenz e 16 milioni per Stocker) attraverso partecipazioni segrete che detenevano in quattro società rilevate dalla banca Raiffeisen e da Aduno. Pierin Vincenz avrebbe inoltre accollato a Raiffeisen più di mezzo milione di franchi di spese per visite in locali a luci rosse e viaggi privati.

Per i due imputati principali, la pubblica accusa ha chiesto una condanna a sei anni di detenzione. Gli altri cinque coimputati devono rispondere di favoreggiamento e rischiano sanzioni che vanno da una pena pecuniaria sospesa a una condanna, parzialmente sospesa, a due anni e mezzo di prigione.

Tutti gli imputati negano le accuse: il difensore di Vincenz ha parlato nella sua arringa di accuse basate su «pure speculazioni» e ha chiesto la piena assoluzione del suo assistito.

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