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23.02.2022 - 13:00
Aggiornamento : 20:21

‘La banca è stata accuratamente selezionata’

Processo Credit Suisse, è il giorno della requisitoria del Ministero pubblico della Confederazione. ‘Gli imputati non mostrano alcun rimorso’

Ats, a cura de laRegione

È iniziata oggi la requisitoria del Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) nel processo per riciclaggio di denaro che vede coinvolti Credit Suisse e la criminalità organizzata bulgara. A suo dire, i malviventi hanno «accuratamente selezionato» la banca.

Il procuratore federale Luc Leimgruber ha attaccato frontalmente la grande banca. Nel 2004, quando i rapporti con la rete criminale sono cominciati, il leader Evelin Banev aveva già una cattiva reputazione. «Fra il 2005 e il 2006, 18,8 tonnellate di cocaina sono state sequestrate, per un valore di 30 milioni di dollari a tonnellata. In Svizzera si parla di caso grave sopra i 18 grammi».

Secondo inchieste degli inquirenti bulgari, la rete criminale ha «selezionato con cura» Credit Suisse e una banca austriaca, ha precisato il procuratore. Questi istituti contavano infatti dei bulgari fra i loro collaboratori e avevano la reputazione di non controllare l’origine dei fondi.

Nessun rimorso

«Credit Suisse, come mostrano anche fatti recenti, sembra sentirsi al di sopra della legge del nostro Paese», ha rincarato la dose Leimgruber. La facilità con la quale i conti sono stati aperti e una società creata per riciclare denaro è stata definita «sconcertante». Secondo la procuratrice Alice de Chambrier, che ha proseguito il discorso dell’accusa, non solo Credit Suisse e la sua ex impiegata sotto accusa hanno riciclato del denaro, ma hanno anche ostacolato il corso della giustizia: «Oggi, negano l’evidenza e non mostrano alcun rimorso. ’Non siamo poliziotti e dobbiamo avere fiducia nei nostri clienti’»: la procuratrice ha ricordato questa dichiarazione dell’ex impiegata e l’ha presentata come rivelatrice dello spirito della sua attività in seno alla banca.

Lacune organizzative

Secondo la procuratrice, sono emerse lacune organizzative della banca nella lotta al riciclaggio di denaro, in particolare riguardo a sorveglianza e individuazione di mancanze del personale. L’istituto non è stato in grado di prendere «la sola decisione possibile di fronte a un cliente come Banev», ovvero annunciarsi presso l’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (Mros) della Confederazione.

I documenti necessari, ha proseguito Alice de Chambrier, non sono stati riempiti o sono stati compilati solo parzialmente. La gestione dei rischi non era attrezzata a sufficienza ed era mal organizzata. Infine, la classificazione della clientela era inadeguata. Tutte queste lacune sono evocate in differenti rapporti di audit.

Il processo a Credit Suisse si è aperto due settimane fa e si svolge presso il Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona. Due bulgari e un banchiere compaiono accanto alla banca e all’ex collaboratrice. Il procedimento dovrebbe durare fino a fine febbraio. La grande banca nega con fermezza le accuse.

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