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laR
 
14.02.2022 - 18:16
Aggiornamento: 18:52

‘È una tematica mondiale. Noi abbiamo segnato la via’

Malgrado la bocciatura delle urne, Anna Grun (Sentencie Politics) trova il lato positivo: ‘In queste settimane se ne è parlato in tutto il mondo’

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Keystone
‘Continueremo a batterci contro l’allevamento intensivo’

«Sì, ovviamente siamo dispiaciuti per l’esito della votazione, e in particolare perché i contrari siano stati così tanti (poco meno di tre votanti su quatto si è espresso contro: il 74,24%, ndr), ma d’altro canto sperare di spuntarla forse sarebbe stato eccessivo», commenta Anna Grun, responsabile della comunicazione in seno a Sentience Politics. Che, al di là della delusione per la secca bocciatura dalle urne per l’iniziativa che mirava a dare pari-diritti degli esseri umani ai primati, trova comunque una nota positiva: «Malgrado l’esito finale della votazione, siamo riusciti a portare sotto i riflettori dell’opinione pubblica questa tematica. E non solo in Svizzera: nelle ultime settimane la nostra iniziativa (che, se accolta, sarebbe stata un unicum a livello mondiale) ha fatto parlare di sé ben al di fuori dei confini cantonali e nazionali. Abbiamo contato più di trecento articoli che parlavano della nostra battaglia per i primati, scritti da ogni angolo del mondo. Siamo stati contattati perfino da giornalisti ungheresi, russi e addirittura australiani. E questo è un chiaro segno che l’interesse, attorno alla problematica dei diritti degli animali, non per forza di cose i primati, è parecchio: quello degli animali è sicuramente un soggetto molto importante e d’attualità, oltre che molto sensibile. In fondo ciò a cui ambivamo con la nostra iniziativa era far passare il messaggio che l’essere umano non può porsi a un livello sempre superiore agli animali, ma deve considerarli sul suo stesso piano, e dunque deve tenere in considerazione anche gli interessi di questi ultimi».

Per arrivare fino alle urne, la vostra campagna per i diritti dei primati ha dovuto affrontare (e vincere) una battaglia passata anche dal Tribunale federale. «E già il fatto di aver vinto quel round, iniziato nel 2017 ma chiuso solo nel 2020, per noi è stato importante, una bella vittoria. E di questo possiamo andare orgogliosi. Più che per l’immediato, quella vittoria è stata importante per il futuro: è stato un primo passo nella direzione giusta».

Una votazione (non solo) simbolica

Considerando che su territorio cantonale, a Basilea le uniche scimmie sono quelle presenti allo zoo di Basilea e a quello di Lange Erlen («fino a qualche anno fa pure i colossi farmaceutici come Novartis e Roche avevano qualche scimmia per i loro test, ma oggi non più»), la vostra era da ritenere più una battaglia simbolica che altro? «Se vogliamo sì, possiamo anche definirla una battaglia simbolica. Anche se l’aspirazione resta quella di poter garantire questi diritti a tutti i primati. Ed è appunto con questo intento che avevamo lanciato la nostra campagna. Poi, però, la decisione del Tribunale federale ci ha imposto un cambio di rotta, circoscrivendo la campagna ai soli primati del Cantone, escludendo quelli dei privati». Cantone che, di fatto, però non ha in gestione diretta scimmie... «È vero che in caso di accettazione, sarebbero stati solo i primati di competenza del Cantone a beneficiare dei pari-diritti, ma è altrettanto vero che su questo punto il Tribunale federale non si era rivelato così categorico, lasciando anzi un buono spiraglio d’azione, cosa che avrebbe potuto tradursi in quello che si può definire un ‘effetto indiretto’ per i privati. I quel caso i passi futuri sarebbero stati tutti ancora da scrivere».

Ma così non è andata... Sfumato il progetto dei diritti dei primati, ora l’attenzione di Sentience Politics torna a focalizzarsi sull’altra grande campagna che sta portando avanti. Stavolta nel mirino ci sono gli allevamenti intensivi: «Questi erano i nostri due grandi progetti. Chiuso il capitolo primati a Basilea, ora torniamo a focalizzarci sull’altra questione, dove potremo concentrare tutte le nostre forze. Sulla questione dei primati, e in particolare su quanto hanno detto le urne domenica, dovremo ancora discutere, per capire se e come eventualmente riprendere in mano il discorso. Ad ogni modo ciò che questa esperienza ci ha dimostrato è che quello dei primati non è un tema che concerne solo la città di Basilea, il suo Cantone o la Svizzera, ma riguarda il mondo intero: siamo persuasi che altri Paesi seguiranno la via che abbiamo tracciata». Perché avete scelto di perorare la vostra causa proprio a Basilea? «Sono molteplici le ragioni che ci hanno indotti a sostenere la nostra campagna proprio in riva al Reno, a cominciare dal fatto che al momento di iniziarla, di scimmie se ne contavano diverse anche fra i privati come appunto quelli citati poc’anzi».

Il comunicato: nessun diritto di base per i primati di Basilea: un’occasione persa

I primati non umani a Basilea non riceveranno per il momento i diritti fondamentali, si legge nel comunicato di Sentience Politics diffuso dopo le votazioni. Gli elettori di Basilea Città hanno respinto l’iniziativa ‘Diritti fondamentali per i primati’ lanciata da Sentience. Ciononostante, Sentience si rallegra del discorso sulla relazione tra uomini e animali, che è stato condotto ben oltre i confini del Paese nelle ultime settimane. Si trattava di due diritti concreti che avrebbero dovuto essere garantiti ai primati non umani: il diritto alla vita e il diritto all’integrità fisica e mentale. Nonostante una campagna elettorale impegnata in cui, oltre al Ps e ai Verdi, celebrità internazionali come la dottoressa Jane Goodall si erano espresse a favore delle richieste dell’Iniziativa Primati, l’elettorato di Basilea si è dimostrato non ancora pronto per compiere questo passo.

Il team della campagna e la sua leader Tamina Graben sono delusi, ma vedono anche molte cose positive e guardano con ottimismo al futuro: «Abbiamo innescato un dibattito internazionale. È diventato chiaro a molte persone: dobbiamo rivalutare la nostra posizione nel mondo e vederci come parte del tutto. Questo include anche dare il giusto riconoscimento al valore intrinseco degli altri animali. Ce ne rendiamo conto più chiaramente con i nostri parenti più prossimi, i primati non umani».

Cambiare lo status quo è sempre stato difficile, come dimostrano numerose conquiste del passato che ora diamo per scontate. L’Iniziativa sui Primati è stata la prima volta al mondo che con un referendum il popolo è stato chiamato a decidere se gli animali non umani dovessero ricevere diritti fondamentali. «Siamo felici che molte persone a Basilea si siano dimostrate pronte per questo passo – continua Graber – Ciò dimostra che molte persone non mettano più sistematicamente l’uomo al di sopra degli altri animali, ma vogliono anche prendere sul serio i loro bisogni. Inoltre, con oltre 300 articoli dei media sull’iniziativa, abbiamo stimolato un discorso ben oltre i confini del Paese e reso lo status giuridico di altri esseri senzienti una questione importante».

Per Sentience, una cosa è certa: il dibattito non è certo finito con questo voto. La questione non è se i primati non umani avranno mai i diritti di base, ma quando li avranno.

Chi sono gli iniziativisti

Sentience Politics (o, semplicemente, ‘Sentience’ in breve) è un’associazione che pone gli interessi degli ‘animali non umani al centro della società. Il termine ‘senzienza’ si riferisce alla capacità di sentire, e più specificamente, di provare piacere e dolore.

Oltre agli umani, anche gli animali non umani possiedono infatti questa capacità. «È la capacità di sentire che definisce moralmente il motivo per cui possiamo essere danneggiati – spiegano da Sentience Politics –. Quindi, questa capacità di sentire è di fondamentale importanza politica. Poiché le sofferenze e gli interessi di tutte le persone sono importanti, vogliamo avere un impatto positivo su quante più persone possibile. È quindi utile cercare i cosiddetti punti di sinergia: come possono le nostre azioni risolvere o alleviare più problemi contemporaneamente? È anche importante vedere quali aree sono attualmente relativamente trascurate: se troppe risorse sono già assegnate a un’area, il beneficio marginale delle risorse aggiuntive è di solito inferiore a quello che si ottiene se si è fatto poco».

Oltre alla campagna che mirava a riconoscere ai primati i medesimi diritti degli esseri umani a Basilea, Sentience Politics si batte in particolare contro l’allevamento intensivo degli animali da reddito.

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