14.01.2022 - 09:00
Aggiornamento: 17:02

Meno domanda di carta da giornali, cala il valore della cartiera

Il gruppo industriale CPH, che controlla l’ultima cartiera ancora esistente in Svizzera a Perlen (LU), costretto a rivalutare al ribasso gli impianti

Ats, a cura de laRegione
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Keystone

La domanda globale di carta da giornali sta diminuendo e il gruppo industriale lucernese CPH – che controlla l’ultima cartiera ancora esistente in Svizzera, quella di Perlen (LU) – si vede costretto a rivalutare al ribasso i suoi impianti.

Chemie+Papier Holding (CPH) ha annunciato oggi una rettifica di valore di 150 milioni di franchi sui suoi macchinari. L’operazione avrà un corrispondente impatto sul risultato netto, ma non su quello operativo, né sulla liquidità, si legge in un comunicato. La quota di capitale proprio della società rimane inoltre superiore al 50%.

La ragione della rivalutazione è da ricercare nella forte concorrenza sul mercato europeo, spiega l’azienda. Sulla scia della digitalizzazione la domanda di carta da giornale sta diminuendo dal 6 all’8% all’anno. Allo stesso tempo, le sovraccapacità dell’industria stanno portando a una forte pressione sui prezzi. Ha inoltre un impatto negativo l’aumento di costo delle materie prime e dell’energia. A causa di questi fattori CPH ritiene che la pressione sulle tariffe rimarrà probabilmente elevata anche nei prossimi anni,

Non ha invece avuto alcun impatto sulla rettifica di valore il recente attacco informatico di cui è stato vittima il gruppo, ha indicato un portavoce all’agenzia Awp. L’aggressione cibernetica ha avuto come conseguenza solo il blocco temporaneo della produzione.

CPH è un gruppo industriale diversificato e attivo a livello internazionale, con radici che risalgono sino al 1818. Oggi le sue attività includono lo sviluppo e la fabbricazione di prodotti chimici, carte e pellicole per imballaggi farmaceutici. La società ha stabilimenti in Svizzera, Germania, Bosnia-Erzegovina e negli Stati Uniti. Dal 2001 l’azienda è quotata alla borsa svizzera.

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