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Ti-Press
12.01.2022 - 15:370

Quei giovani trascurati dal discorso pubblico sulla pandemia

Sondaggio dell’Alta scuola di scienze applicate e dell’USI: molti giovani chiedono una migliore giustificazione delle misure contro la pandemia.

I giovani si sentono poco considerati nel discorso pubblico sulla pandemia. La maggioranza dei 14-34enni fatica a ricordare qualsiasi tipo di comunicazione sulla loro fascia d’età, ad eccezione di notizie critiche su di loro riportate dai media.

È quanto emerge da uno studio condotto nella Svizzera tedesca e italiana dal Dipartimento di linguistica comparata dell’Alta scuola di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) e dell’Università della Svizzera italiana (USI).

“Osserviamo che i giovani si preoccupano senz’altro della salute delle persone più anziane”, afferma Suzanne Suggs, dell’USI, in una nota diffusa dalla ZHAW. Questo pare funzionare soprattutto se si spiega in modo comprensibile come e perché è importante comportarsi in un certo modo. Dal sondaggio risulta però che molti giovani chiedono una migliore giustificazione delle misure messe in campo per affrontare la pandemia.

"Troppo emotivo o troppo drastico”

In buona sostanza i giovani hanno percepito il dibattito pubblico nei primi tre mesi della pandemia di Covid come “troppo emotivo o troppo drastico”.

“Siamo in grado di descrivere e capire quanto fosse variegato il discorso pubblico, e come di conseguenza abbia dato forma a differenti bisogni di informazione e comunicazione”, afferma nella nota Philipp Dreesen della ZHAW.

Autorità e organizzazioni sanitarie si sono trovate di fronte alla sfida di dover fare appello alla coesione e insieme trovare modi per rivolgersi in modo mirato ai diversi gruppi target. “La complessità, l’incertezza e il rapido evolversi della situazione hanno generato una grande pressione, ma anche risultati memorabili per quanto riguarda la comunicazione”, osserva Peter Stücheli-Herlach, della ZHAW, riferendosi ad interviste condotte con i decisori.

Il progetto è stato finanziato dal Fondo nazionale svizzero. Il team di ricerca ha analizzato il discorso pubblico (media, politica, organizzazione sanitaria ecc.) durante i primi mesi della pandemia e ha condotto un sondaggio e interviste qualitative con persone di età tra i 15 e i 34 anni della Svizzera tedesca e italiana.

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