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Ti-Press
09.01.2022 - 12:46
Aggiornamento: 16:02
Ats, a cura de laRegione

Centri test Covid privati non a norma, costretti a chiudere

Tra le motivazioni menzionate da un’inchiesta della SonntagsZeitung figurano la mancanza di misure igieniche e la presenza di personale non qualificato

Due anni di pandemia e la variante Omicron che infuria più che mai hanno portato laboratori medici e farmacie al limite delle loro capacità: in molti cantoni sono quindi spuntati come funghi centri privati, dove è possibile eseguire sia test antigenici rapidi che test molecolari Pcr. Ma igiene, qualità e professionalità non sono sempre garantite e molti cantoni hanno disposto la chiusura di diverse strutture. È quanto emerge da un’inchiesta pubblicata oggi dal settimanale svizzerotedesco SonntagsZeitung.

Il cantone di Argovia è quello ad aver avuto finora la mano più ferma, avendo ritirato la licenza di esercizio a dodici fornitori che eseguivano test in alternativa a quelli proposti da farmacie, studi medici e ospedali. Stando al domenicale, chiusure hanno avuto luogo anche nei cantoni di Svitto, Zurigo, Lucerna, San Gallo, Turgovia, Sciaffusa e Grigioni.

Tra le motivazioni principali menzionate dalla SonntagsZeitung figurano la mancanza di misure igieniche e di sicurezza – personale senza guanti e mascherine, mancanza di separazione tra le varie postazioni di test, assenza di disinfettante – e personale non qualificato – test eseguiti in maniera approssimativa, goffaggine nel maneggiare gli strumenti. A Basilea, ad esempio, un centro di test era situato all’interno di un negozio di scarpe e chiavi.

Quello dei test per rilevare un contagio da coronavirus è diventato un business enorme. Attualmente le farmacie in Svizzera che offrono questo servizio – sia test antigenici che Pcr – sono 460, a cui si aggiungono numerosi studi medici e ospedali.

Tra luglio 2020 e giugno 2021, alla Confederazione sono state fatturate prestazioni per 776 milioni di franchi, precisa il domenicale, che cita l’Ufficio federale della sanità pubblica. Solo nella settimana dal 27 dicembre al 2 gennaio, in tutta la Svizzera sono stati eseguiti 312’162 test Pcr e 96’364 test rapidi.

I centri che svolgono questo compito incassano quindi enormi quantità di denaro: ricevono 36 franchi per ogni test antigenico, pari a un fatturato di quasi 3,5 milioni di franchi alla settimana. I test molecolari Pcr sono meno redditizi perché richiedono un maggiore lavoro e l’importo pagato è inferiore, a seconda del laboratorio.

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