05.01.2022 - 09:58
Aggiornamento: 10:15

Chiusure delle scuole, i direttori chiedono regole comuni

Si chiede una soluzione nazionale anche per quanto riguarda l’insegnamento a distanza in previsione delle assenze degli insegnanti a causa dei contagi

Ats, a cura de laRegione
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A causa dell’imminente assenza di numerosi insegnanti, dovrebbero essere stabilite regole uniformi per eventuali chiusure di scuole in tutta la Svizzera. Secondo il presidente dell’Associazione svizzera dei direttori scolastici Thomas Minder questo aumenterebbe in particolare la comprensione tra i genitori.

Minder suppone che per la variante Omicron molti insegnanti saranno presto assenti contemporaneamente. “In casi estremi, sarà necessario passare di nuovo all’insegnamento a distanza”, ha sottolineato in un’intervista al Tages-Anzeiger di oggi.

La più grossa difficoltà, afferma, è dover insegnare nello stesso tempo in presenza e a distanza. “Bisogna allora considerare di lasciare tutti gli studenti a casa”, ha detto Minder.

Soluzione nazionale

La chiusura di intere scuole dovrebbe essere decisa dai medici cantonali. Tuttavia, secondo Minder, questo sarebbe difficile per i genitori, che dovrebbero poi fornire assistenza a casa e non potrebbero andare al lavoro.

Occorre quindi trovare una soluzione a livello nazionale. “Siamo a favore di un sistema di misure per gradi, che si applicherebbe a tutta la Svizzera. Le misure appropriate potrebbero poi essere adottate a seconda della gravità della situazione”, spiega il presidente dei direttori scolastici.

La Svizzera è lontana da una tale soluzione, poiché ogni cantone ha le proprie regole. Inoltre, i cantoni non si sono accordati sulle loro misure di protezione. L’accettazione e la credibilità delle misure ne risentono.

Minder è piuttosto contrario alla proposta di chiudere tutte le scuole per un certo tempo. È chiaro che la qualità dell’insegnamento a distanza non può essere la stessa di quella in classe.

È anche molto singolare che si discuta di una chiusura generale delle scuole quando ancora si svolgono manifestazioni di massa con fino a 10’000 persone, sottolinea.

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