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21.12.2021 - 10:00
Aggiornamento : 19:41

La pandemia non spinge al rialzo l’aiuto sociale

Nel 2020 la quota è rimasta invariata al 3,2%, pari a 272’100 persone che hanno percepito almeno una volta una prestazione

Ats, a cura de laRegione

Nel 2020 la quota di aiuto sociale in Svizzera è rimasta invariata al 3,2%, non subendo dunque particolari ripercussioni legate alla pandemia. Le persone che hanno percepito almeno una volta una prestazione sono state 272’100.

L’anno scorso a dipendere dell’aiuto sociale erano in 633 in più rispetto al 2019, il che corrisponde a un incremento dello 0,2%. Considerate le conseguenze di vasta portata del Covid-19, l’aumento degli assistiti è contenuto, sottolinea in un comunicato odierno l’Ufficio federale di statistica (UST).

In confronto al 2019, la quota di aiuto sociale è aumentata in 7 cantoni, in altri 7 è rimasta uguale e in 12 è diminuita. A livello svizzero, il totale delle nuove persone assistite è salito solo leggermente (+2,7%). Nella maggior parte dei cantoni è però calato il numero di dossier chiusi: ciò lascia intendere una maggiore difficoltà ad abbandonare il sistema in tempi di pandemia.

Nel 2020 48’600 economie domestiche sono riuscite a uscire dall’aiuto sociale, ovvero il 4,5% in meno nel paragone con l’anno precedente. Il tasso di queste ultime sul totale delle economie domestiche assistite è sceso dal 29,7 al 28,3%, una cifra mai così bassa dal 2013. Inoltre, la quota di chi è uscito grazie a un lavoro retribuito è diminuita di 2,6 punti percentuali, mentre quella di chi l’ha fatto perché è passato ad altre prestazioni sociali è cresciuta di 2,4 punti.

Per frenare la diffusione del coronavirus, ricorda l’UST, nel 2020 sono state imposte temporaneamente forti restrizioni ad ampi settori della vita pubblica e molte imprese hanno dovuto ridurre o a tratti interrompere del tutto la propria attività. Di conseguenza, il numero di persone disoccupate registrate al netto delle variazioni stagionali è aumentato dalle 105’000 persone di febbraio alle 161’000 di maggio. In soli tre mesi, il tasso di disoccupazione è salito dal 2,3 al 3,5%.

Tuttavia, questa tendenza non si è ripercossa sull’utilizzo dell’aiuto sociale quale ultima rete di sicurezza offerta dal sistema di previdenza. Il motivo è da ricondurre tra le altre cose ai provvedimenti adottati dalla Confederazione e dai Cantoni per ammortizzare le conseguenze economiche del Covid, come ad esempio la promozione del lavoro ridotto e il sostegno offerto tramite l’indennità di perdita di guadagno, senza dimenticare il prolungamento della durata massima del diritto all’indennità di disoccupazione nonché l’indennità per i casi di rigore e gli aiuti alle imprese sotto forma di liquidità.

Nel settore dell’asilo la quota di aiuto sociale si è attestata all’83,2% (2019: 86,6%), in quello dei rifugiati all’84,2% (86,5%). A causa della difficile situazione economica venutasi a creare con la pandemia, constata l’UST, l’aumento della partecipazione alla vita attiva osservato negli anni precedenti non è proseguito.

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