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12.12.2021 - 17:33
Aggiornamento : 17:48

Obiettivi di apprendimento bassi? Difficile poi trovare lavoro

Alcuni esperti esprimono dubbi sul sistema utilizzato talvolta a scuola con gli studenti in difficoltà

Ats, a cura de laRegione

Chi ha difficoltà a scuola si vede spesso adeguare verso il basso gli obiettivi di apprendimento nelle singole materie. Una misura pensata per sostenere i ragazzi più deboli che si starebbe rivelando un boomerang: gli alunni in questione non ricevono infatti il voto, cosa che li mette poi in difficoltà nella ricerca di un lavoro.

Il tema viene affrontato oggi dalla Nzz am Sonntag, che parla di un problema concernente 45’000 allievi, con una tendenza all’aumento. L’esperienza sta mostrando che l’approccio in questione può avere “enormi conseguenze per l’ulteriore corso della vita” dei giovani interessati, afferma la pedagogista Beatrice Kronenberg in un rapporto sull’educazione speciale stilato per la Confederazione e i cantoni.

La specialista non è di per sé contraria all’adeguamento degli obiettivi degli alunni in alcune materie. “Dove il potenziale cognitivo non è sufficiente questo può avere senso”, dice Kronenberg. In molti casi gli interventi sono però controproducenti: il problema principale è che circa la metà di questi adeguamenti non sono accompagnati da misure di sostegno. Gli alunni interessati sviluppano quindi dei deficit che si accumulano negli anni, in particolare in matematica e nelle lingue.

Queste lacune hanno poi un impatto particolarmente forte una volta terminato l’iter scolastico: il semplice fatto che non ci sia un voto in alcune materie sulla pagella può ostacolare le scelte di carriera. Un altro pedagogo citato dal domenicale, Reto Luder, parla di una “discriminazione formale che ha un impatto duraturo sulla vita dei bambini”.

“I punti interrogativi sulla pagella possono effettivamente rendere più difficile trovare un posto di apprendistato”, afferma Nicole Meier, dirigente presso l’Unione svizzera degli imprenditori, in dichiarazioni riportate dal settimanale zurighese. Ad essere colpiti sono in particolare gli alunni stranieri, nonché i maschi più delle femmine. Il tema è inoltre maggiormente di attualità nella scuola secondaria che nella scuola primaria e ha a che fare con il forte sovraccarico del sistema.

Ma è anche spesso una questione di soldi, in particolare della situazione patrimoniale dei genitori. La Nzz am Sonntag avanza un esempio fittizio: se la brava Lucy che vive nel quartiere delle ville ha problemi in matematica, le viene diagnosticata la discalculia e ottiene una compensazione per il suo svantaggio. Le viene quindi permesso di dedicare più tempo nella verifica di matematica e possibilmente di utilizzare anche dei mezzi ausiliari. Se invece il vivace Dragan, che abita in una palazzina, presenta la stessa debolezza, vi è più la tendenza a decidere un adeguamento dell’obiettivo di apprendimento.

Questo può essere dovuto all’insegnante, ma ha anche molto a che fare con il retroterra familiare: i genitori vicini al sistema educativo fanno tutto il possibile per assicurarsi che la loro prole sia sostenuta. Mamme e papà meno istruiti sono per contro più propensi ad accettare il presunto semplice e sensato aggiustamento degli obiettivi di apprendimento. “Non sanno quali conseguenze questo può avere per i loro figli”, conclude Kronenberg.

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