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08.12.2021 - 18:48
Aggiornamento : 19:33

Se la pandemia ‘turba’ (in parte) lo shopping

La crisi c’è, ma ciònonostante gli svizzeri prevedono di spendere la cifra record di 334 franchi a testa per i regali

Ats, a cura de laRegione

La pandemia turba lo shopping natalizio, ma ciònonostante gli svizzeri prevedono di spendere la cifra record di 334 franchi a testa per i regali, e ad alimentare la crescita rispetto al 2020 saranno soprattutto le donne. Lo rivela un sondaggio realizzato per conto della società di consulenza EY.

La crisi del coronavirus e le relative carenze di approvvigionamento stanno avendo un impatto sull’umore dei consumatori: il 58% degli interpellati parla di un’esperienza pre-natalizia turbata. Le difficoltà delle catene di fornitura hanno spinto il 36% ad anticipare, rispetto agli altri anni, gli acquisti natalizi. L’80% è inoltre convinto che i prezzi siano in aumento.

L’investimento per i regali sarà comunque da primato, superiore del 2% a quello (già record) dell’anno scorso. «La spesa pianificata è ai massimi storici probabilmente proprio a causa della pandemia, dato che molti consumatori hanno più soldi a disposizione, denaro che non sono stati in grado di sborsare negli scorsi mesi», afferma André Bieri, dirigente EY, citato in un comunicato odierno.

Gli uomini prevedono di spendere quest’anno in media 351 franchi, ovvero 42 franchi in meno rispetto al 2020, mentre le donne puntano ad allargare maggiormente i cordoni della borsa nel confronto con il primo anno pandemico: 320 franchi, 56 franchi in più. Il 50% delle 515 persone interpellate fra il 29 novembre e il 4 dicembre investirà oltre 250 franchi in regali e quasi un intervistato su cinque più di 500. Solo l’11% non arriverà nemmeno a 100 franchi. I nuclei più inclini a consumare sono le famiglie monoparentali (365 franchi).

Il 40% del campione in Svizzera fa sapere che comprerà i regali soprattutto nei centri commerciali e nei negozi specializzati, il 26% online (l’anno scorso il dato era solo al 10%) e il 34% ricorrerà a entrambi i canali. «La pandemia sta agendo come un acceleratore, le forme stazionarie di vendita stanno chiaramente perdendo terreno, mentre l’online è in piena espansione e ha raddoppiato la sua quota di mercato rispetto al 2020, dal 16% all’attuale 33%», osserva Bieri.

Tre consumatori su quattro affermano che quest’anno gli aspetti legati alla sostenibilità hanno un ruolo in relazione ai regali e ai festeggiamenti; per il 24% i fattori in questione sono molto importanti. «L’aspetto della sostenibilità continuerà probabilmente a giocare un ruolo centrale soprattutto nel periodo natalizio, poiché la gente vuole fare qualcosa di buono per sé stessa e per l’ambiente almeno una volta all’anno», commenta a questo proposito Bieri. Il 51% è per esempio disposto a spendere di più per avere un prodotto più sostenibile.

Il 34% acquista i suoi doni in ottobre o novembre, il 45% tre o quattro settimane prima di Natale e il 21% una o due settimane prima. Ma cosa regalare? Si punterà soprattutto su denaro o buoni in denaro (45 franchi in media), vestiti (41), giochi (pure 41), prodotti cosmetici (36), alimentari e dolci (30), gioielli (29), libri cartacei (21), nonché smartphone e tablet (20).

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