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Là dove c’era l’erba...
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26.11.2021 - 12:17
Aggiornamento : 16:06

Anche se più lentamente, gli insediamenti aumentano ancora

La crescita nell’ultimo decennio è di 181 km quadrati, ovvero un po’ più del doppio del Lago di Zurigo

Ats, a cura de laRegione

Le superfici d’insediamento in Svizzera continuano ad aumentare, anche se in maniera meno marcata, a scapito dei terreni agricoli. La crescita nell’ultimo decennio è di 181 km2, ovvero un po’ più del doppio del Lago di Zurigo, stando ai dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica (Ust). Fra il 2009 e il 2018, in Svizzera, gli insediamenti sono cresciuti del 6% con un aumento di quasi otto campi da calcio al giorno. Il ritmo di crescita degli insediamenti è comunque calato un po’ rispetto al passato: a titolo di paragone nel periodo di osservazione tra il 1997 e il 2009, ogni giorno veniva edificato l’equivalente di nove terreni di football; tra il 1985 e il 1997 addirittura di dieci.

Aree residenziali

Dei diversi tipi di superfici d’insediamento, quella che ha registrato un aumento particolarmente marcato è l’area residenziale. Tra il 2009 e il 2018, la superficie occupata dagli edifici abitativi e dai terreni annessi è cresciuta dell’11%, quindi leggermente di più rispetto alla popolazione svizzera (+10%).

Tuttavia, dal punto di vista statistico anche nel caso dell’area residenziale si notano segnali di un’utilizzazione del suolo gradualmente più parsimoniosa. Negli ultimi decenni i tassi di crescita delle case unifamiliari e bifamiliari, tipi di edifici particolarmente avidi di superficie, sono calati, mentre si sono chiaramente incrementati per le case plurifamiliari. Inoltre, si osserva una riduzione dei terreni annessi agli edifici.

Tra il 2009 e il 2018, rispetto all’area residenziale, sono invece cresciute a un ritmo più lento l’area industriale e artigianale (+7%) e quella stradale (+3%). Quest’ultima è aumentata a un ritmo decisamente più lento rispetto al numero dei veicoli a motore (+16%).

Superfici agricole perdono 302 km2

Nel periodo in rassegna, nove decimi delle nuove superfici d’insediamento sono sorte su ex terreni agricoli. Tale espansione ha dato un contributo particolarmente incisivo alla riduzione dell’area agricola svizzera osservata dal 2009 (-2%, ovvero -302 km2). Questo dato corrisponde più o meno alla grandezza del canton Sciaffusa.

Le superfici agricole sono perlopiù composte da prati e pascoli, che secondo i dati più recenti rappresentano circa il 70% dei terreni e che per la metà sono costituiti da alpeggi utilizzati soltanto stagionalmente. I campi coprono il 27% di tutte le aree agricole, anche se nel Mittelland la relativa quota è molto superiore (57%), mentre nelle Alpi risulta inferiore. Il rimanente 3% delle superfici agricole è destinato a colture speciali come frutteti, vigneti e orti. Le serre occupano una superficie totale pari a 10 km2 (2009: 9 km2), il doppio rispetto al 1985.

In montagna, il bosco riguadagna terreno

L’espansione degli insediamenti non è l’unico motivo alla base della riduzione delle superfici agricole: ad alta quota, per ragioni economiche si è talvolta semplicemente rinunciato a utilizzare prati e pascoli, sui quali sono cresciuti dapprima cespugli e poi alberi. Tra il 2009 e il 2018, come già nei decenni precedenti, i boschi e boschetti hanno potuto continuare la propria espansione, più precisamente del 2% a livello svizzero (+206 km2). Questo aumento corrisponde praticamente alla superficie del Lago Maggiore.

A partire dai 1’000 metri sopra il livello del mare, il bosco ha aumentato la propria superficie in modo proporzionale all’altitudine. Nelle zone al di sopra dei 2’000 metri, la crescita ha addirittura raggiunto il 16%. A queste altitudini il bosco non solo ha riguadagnato superfici che aveva perso a favore dell’agricoltura, ma fa presagire anche un aumento graduale del limite naturale degli alberi a causa dei cambiamenti climatici.

Al di sotto dei 1’000 metri, i boschi sono invece rimasti complessivamente stabili dal 2009 a oggi. Le regioni più boschive sono il versante sud delle Alpi (Ticino e valli meridionali dei Grigioni) e l’Arco giurassiano.

I ghiacciai hanno perso un ulteriore 10 per cento

Infine, dai dati emerge come dal 2009 a oggi, i ghiacciai e i nevai delle Alpi svizzere abbiano perso un ulteriore 10% (-119 km2), fino a coprire nel 2018 una superficie rimanente di 1’030 km2, ovvero quasi due volte il Lago di Costanza. Come previsto, in percentuale i ghiacciai si sono ridotti maggiormente alle quote più basse e quindi più temperate, ma anche al di sopra dei 3’000 metri si è constatato un calo del 4%.

Nei punti in cui il ghiaccio si scioglie compaiono detriti e rocce, a volte anche laghetti. In un secondo tempo può darsi che faccia la sua comparsa anche della vegetazione, ma questo richiede molto tempo: sulle superfici lasciate libere dai ghiacciai a partire dal 1985, finora solo sporadicamente si è riscontrata una crescita di piante chiaramente visibile.

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