21.11.2021 - 10:04
Aggiornamento: 17:59

Campagna di richiamo contro il virus ‘troppo lenta’ in Svizzera

A dirlo l’infettivologo zurighese Huldrych Günthard in un’intervista alla SonntagsZeitung: ‘Servono maggiore velocità e misure di protezione più efficaci’

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Ti-Press

La campagna delle dosi di richiamo contro il Covid-19 è troppo lenta in Svizzera. È quanto deplora l’infettivologo zurighese Huldrych Günthard. Le persone di oltre 65 anni dovrebbero già aver ricevuto la terza iniezione del vaccino, aggiunge.

«È incomprensibile che i cantoni non facciano di tutto per somministrare ora e non entro la fine di dicembre la dose di richiamo alle persone anziane e vulnerabili», precisa Günthard in un’intervista pubblicata oggi dal domenicale SonntagsZeitung.

Anche per i più giovani la terza dose è necessaria rapidamente. «Altrimenti, ci ritroveremo ben preso nella stessa situazione dell’Austria». Di fronte all’esplosione del numero di contagi, il governo austriaco ha decretato un lockdown generale, che entrerà in vigore domani. La misura finirà il 13 dicembre per le persone vaccinate e guarite dal coronavirus, ma si applicherà in maniera illimitata per i non vaccinati.

Stando all’infettivologo zurighese, la Svizzera ha aspettato troppo prima di autorizzare e raccomandare la dose di richiamo. Se i cantoni non dispongono del personale necessario per vaccinare rapidamente, l’esercito o la Protezione civile devono essere chiamati in soccorso, sottolinea Günthard.

Quest’ultimo osserva pure come i vaccini a RNA messaggero utilizzati in Svizzera ritardino probabilmente la crescita delle vaccinazioni. Ma tali vaccini non possono impedire «una situazione problematica», «poiché troppo poche persone sono vaccinate e hanno ricevuto una dose di richiamo». Günthard chiede quindi al Consiglio federale di prendere rapidamente misure di protezione più efficaci.

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