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(Keystone)
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09.11.2021 - 11:20
Aggiornamento: 14:34

Covid Pass con la regola 2G, la Svizzera presto come l’Austria?

Secondo alcuni virologi, la Confederazione potrebbe imporre restrizioni ai non vaccinati. L‘Ufsp: ’Al momento non giustificato dai numeri’

La Svizzera potrebbe essere presto costretta a imitare la vicina Austria e concedere l’accesso ad alcuni luoghi al chiuso solo a persone vaccinate o guarite, in pratica il cosiddetto sistema delle 2G (geimpft-genesen)? È probabile, secondo alcuni scienziati intervistati dal Blick, fra i quali il ticinese Andreas Cerny, direttore dell’Epatocentro Ticino.

In Austria (così come in alcune zone della Germania) da ieri il test negativo non è più sufficiente per accedere ad alcune attività al chiuso, come bar, palestre e parrucchieri. In più, in caso di peggioramento della situazione (gli ultimi dati parlano di 50’000 contagi a settimana) è stata ventilata l’ipotesi di un lockdown imposto solo alle persone non vaccinate o non guarite. Ciò ha portato a un boom di vaccinazioni, con quasi 213’000 persone vaccinate la scorsa settimana, cifra che costituisce un picco a livello europeo.

Il virologo ticinese Andreas Cerny, intervistato dal quotidiano d’oltralpe, parla esplicitamente di “un’epidemia di persone non vaccinate”. Secondo Cerny, una restrizione sull’uso dei test per ottenere il certificato Covid potrebbe aiutare ad aumentare la percentuale di vaccinati. Inoltre il medico ticinese pone l’attenzione sulla fine a breve termine della protezione per le persone vaccinate all’inizio della campagna, propone la mascherina obbligatoria nelle scuole e chiede che il Consiglio federale consideri la possibilità di vaccinare tutti i bambini a partire dai 12 anni o addirittura dai 5.

Il medico cantonale di Basilea Thomas Steffen sostiene invece apertamente al Blick che "la quarta ondata è qui”, e che è stata causata dalla combinazione dell’allentamento delle misure e del tasso di vaccinazione ancora insufficiente, soprattutto nei giovani.

Prevede il ritorno a misure più drastiche anche Jan Fehr, specialista in malattie infettive dell’Università di Zurigo. Secondo Fehr, ciò avverra se la settimana di vaccinazione fallirà nei propri obiettivi e gli ospedali saranno nuovamente sotto pressione: la situazione è al momento calma, con le terapie intensive occupate “solo” al 15%, ma, e su questo concordano tutti e tre i medici sentiti dal Blick, potrebbe peggiorare con l’arrivo dell’inverno e con una bassa copertura vaccinale.

‘Al momento non si giustifica la regola 2G in Svizzera’

Sulla questione si è pronunciata Virginie Masserey, capo della sezione di controllo delle infezioni presso l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) durante l’incontro con i media: “I numeri non sono così negativi da giustificare una regola 2G in Svizzera al momento", ha detto Masserey. Anche il medico cantonale di Zugo Rudolf Hauri, presidente dell’Associazione dei medici cantonali, è d’accordo: "Ora è giusto usare il 3G. I numeri non sono ancora così male. Questo significa anche che i test hanno ancora qualche effetto. Ma bisogna stare attenti”, ha detto. Per il futuro, ha detto, una regola 2G non può essere esclusa completamente.

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