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‘La questione non è se accadrà, ma quando accadrà’, dice l’Usav
21.10.2021 - 14:24
Aggiornamento : 15:43

Arriverà la peste suina africana, letale per suini e cinghiali

Gli umani ne sono immuni, garantisce l’Organizzazione mondiale per la salute animale. Nel frattempo, ci si esercita per combatterla

Ats, a cura de laRegione

La Confederazione si prepara all’arrivo della peste suina africana in Svizzera, contagio devastante per suini e cinghiali. “La questione non è se accadrà, ma quando accadrà”, avverte Hans Wyss, direttore dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e degli affari veterinari (Usav). Attualmente, la peste suina africana (Psa) rappresenta una delle maggiori minacce per la fauna selvatica in Svizzera.

La comparsa della Psa in Svizzera sarebbe un’emergenza che presupporrebbe la sinergia di tutti i servizi veterinari cantonali, dichiara l’Usav. Per far fronte a questo, è previsto un esercizio di simulazione dello stress per il 2 e 4 novembre, con la diffusione fittizia della peste suina africana in diversi allevamenti di suini e nelle aree forestali in tutto il paese. L’obiettivo di questo esercizio è testare l’efficacia della risposta alla crisi e la cooperazione tra le autorità federali, i servizi veterinari cantonali, il settore suinicolo e l’Ufficio alimentare e veterinario del Liechtenstein. Per non parlare delle capacità organizzative e digitali, come i nuovi strumenti digitali per il trattamento dei dati.

Nessun rischio per gli umani

Secondo l’Organizzazione mondiale per la salute animale, un quarto dei maiali nel mondo potrebbe morire di Psa. Questa malattia virale altamente contagiosa, innocua per l’uomo, è quasi sempre fatale per suini e cinghiali infetti. La malattia è da tempo diffusa in alcuni paesi africani oltre che in Sardegna. Colpì la Georgia nel 2007 per poi diffondersi in Russia e nell’Europa orientale. Recentemente, in Germania sono comparsi casi di peste suina africana.

Nell’agosto 2021, il numero di focolai di contaminazione nei suini domestici ha raggiunto un livello molto alto in Europa, motivo per cui il rischio d’introduzione della Psa è elevato per la Svizzera, scrive l’Usav. Il virus della Psa è molto resistente e può sopravvivere a lungo nell’ambiente, specialmente nel sangue, nei prodotti a base di carne e nelle carcasse di animali.

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